12 marzo 2015 ore: 12:30
Società

"Cancelliamo l'austerità", flash mob degli studenti contro la "buona scuola"

È arrivato a piazza Santi Apostoli, il corteo degli studenti partito in mattinata da piazza della Repubblica. I manifestanti davanti a Palazzo Valentini, sede della Prefettura, hanno lanciato gomme per cancellare verso uno striscione con su scritto "Cancelliamo l'austerity"
flash mob degli studenti contro la "buona scuola"

Roma - È arrivato a piazza Santi Apostoli, il corteo degli studenti partito in mattinata da piazza della Repubblica. I manifestanti si sono fermati davanti a Palazzo Valentini, sede della Prefettura, e hanno lanciato gomme per cancellare verso uno striscione con su scritto "Cancelliamo l'austerity". Il flash mob e' stato quindi l'atto conclusivo di una mobilitazione dell'Unione degli studenti, intrapresa a poche ore dalla probabile approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del ddl la Buona Scuola. I ragazzi stanno gradualmente lasciando piazza Santi Apostoli e a breve le forze dell'ordine ripristineranno la normale viabilita' della zona.

"Oggi il Consiglio dei Ministri licenzierà il disegno di legge sulla Buona Scuola. In questi mesi abbiamo assistito ad un dibattito sulla scuola da parte del Governo fatto di molti annunci, tante idee confuse e incerte, un richiamo continuo ad una consultazione poco più che formale, mesi di altalene tra nuove dichiarazioni e altri imbarazzanti silenzi, fino all''evidenza dei tanti rinvii degli ultimi giorni", dichiara Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi. "Oggi siamo qui davanti al ministero della pubblica istruzione vestiti da clown per rivendicare una scuola che sia buona per davvero, e non le pagliacciate che sono uscite in queste settimane sui giornali. Se le parole ''autonomia'' e ''qualità'', con cui il Presidente del Consiglio ha descritto questa riforma, si traducono in sgravi alle rette delle scuole paritarie, ulteriori deleghe a presidi manager a scapito della collegialita'', finanziamenti strutturali legati alla disponibilita'' dei privati, ma nessun investimento sul diritto allo studio, non siamo d''accordo e ci mobiliteremo durante tutto il corso della discussione parlamentare". Continua il portavoce: "Rifiutiamo l'idea che piu'' autonomia significhi dare più potere ai ''presidi-sindaci'' perchè l'autonomia ha senso se serve a trasformare la scuola in una comunita'' che si auto-governa, con la partecipazione attiva di chi la vive. Rifiutiamo l''idea che liberta'' di scelta educativa significhi fare un regalo alle lobby dei diplomifici privati invece che garantire il diritto allo studio a tutte e tutti e una scuola pubblica dotata di strutture e strumenti di qualita''. Rifiutiamo l''idea che la scuola pubblica possa funzionare solo grazie a investimenti privati diretti, che mettono a rischio l''autonomia delle scuole e creano nuove diseguaglianze tra territori e tra singoli istituti". 

Conclude Irone: "Le scuola buona per davvero la si fa innanzitutto partendo dal diritto allo studio, da maggiori finanziamenti pubblici strutturali, da un meccanismo di valutazione che sia partecipativo e che vada oltre la misurazione punitiva degli studenti, una seria riforma dei cicli che istituisca un biennio unitario e un triennio specializzante e soprattutto vera democrazia nel governo dell''autonomia scolastica e l''affermazione di un nuovo modello educativo che metta al centro l''apprendimento e che sia capace di portare ciascuno al successo formativo, ridiscutendo come si insegna e come si valuta. Tutto questo lo diciamo da tanto tempo ma a quanto pare il Governo ha deciso di non ascoltarci. Ci mobiliteremo nelle prossime settimane in tutta Italia per dimostrare il nostro modello d''istruzione, una scuola buona per davvero. Gli studenti non staranno fermi e silenti di fronte a tutto questo".(DIRE)

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