18 maggio 2021 ore: 14:12
Non profit

“Cercasi umani”, Verona cerca nuovi volontari con una campagna ironica e originale

Nelle scorse settimane la città veneta è stata tappezzata di annunci misteriosi, poi la campagna promossa dal Centro di servizio per il volontariato di Verona è stata svelata. A “pessimisti, delusi, annoiati e polemici” la proposta di diventare volontari. Il progetto è stato ideato dalle associazioni locali
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ROMA - “Cercasi umani. C’è bisogno di voi”. Nelle scorse settimane la città di Verona è stata invasa da tabelloni, pensiline, stendardi: un’emissione pubblicitaria senza sito e loghi, un vero e proprio teaser, che ha inondato la città, creando curiosità e attenzione. A svelare il senso dei messaggi che hanno riempito la città è il Centro di servizio per il volontariato di Verona che oggi ha presentato ufficialmente la campagna di comunicazione per promuovere il volontariato tra chi non ha ancora fatto questa esperienza. 
 
Un appello ironico e originale rivolto a egoisti, pigri, pessimisti, delusi, annoiati, polemici, insicuri, timidi e persino a quelli che si sentono “arrivati”. Con una seconda emissione, infatti, la campagna ha puntato dritto al target e con il QR code ha collegato i messaggi diffusi al sito www.cercasiumani.org che invita a scoprire il motivo della ricerca, ovvero fare volontariato. “Perché? Per scoprire che si riceve più di quanto si offre, che si dà una scossa alla propria vita - spiegano dal Csv di Verona -, la si migliora e si migliora ciò che è intorno a noi, per imparare e fare nuove esperienze, per provare emozioni, per avere fiducia. Oppure per trovare una nuova sfida. E quanto tempo dedicare, lo si decide su misura”.

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Una campagna di comunicazione che, oltre all’originalità del messaggio, cerca anche di capovolgere la prospettiva dei benefici. “Parte dai benefit per chi lo fa - spiegano dal Csv -, per aiutarlo ad avvicinarsi, anziché dai vantaggi per chi lo riceve, e creata con un linguaggio ironico e divertente, per far interagire le persone come in un gioco”. Una volta arrivati sul sito della campagna, infatti, sono tante le proposte di volontariato suggerite, sempre in modo divertente. Si può decidere di essere “solleticatori di palati”, diventando cuochi volontari per un’associazione locale, oppure “smanettoni professionisti”, mettendo a servizio le proprie abilità informatiche, o “fabbricatore di sorrisi” per chi sente invece di avere buone doti da animatore. Le possibilità sono tantissime: dagli “eventologi” ai “costruttori di like”, dai “parlartori alle piante” ai “nonni in prestito”.
Ad aver ideato la singolare iniziativa un gruppo di associazioni che, grazie al locale Centro di servizio per il volontariato di Verona, ha co-progettato la campagna. “Una call a fine 2019 le ha riunite per la realizzazione di un tavolo dedicato sia alla comunicazione, sia alla ricerca di volontari - spiegano dal Csv -. Grazie a una serie di workshop tenuti con docenti universitari durante il 2020, si è creato uno spazio di confronto aperto: le associazioni hanno portato le loro esperienze, i loro bisogni e le criticità su cui lavorare; i docenti hanno portato le chiavi di lavoro utili alla campagna, per “sgrezzare” il tanto materiale e hanno inoltre lasciato alle associazioni saperi spendibili in autonomia per le future comunicazioni individuali, un patrimonio di cui beneficerà il territorio, perché migliorare la comunicazione degli enti non profit significa permettere alla comunità di conoscere meglio e bene i temi sociali, avere informazioni e farsi opinioni, accrescere la qualità della vita, concorrere al sostegno di questi temi e di queste realtà con beneficio per tutta la collettività”.


Per la durata del progetto, spiegano dal Csv, le organizzazioni partecipanti stanno ricevendo un servizio continuo di tutoring utile ad accrescere le loro competenze comunicative. “Il costante contatto con il Csv ha inoltre permesso una più facile comunicazione delle iniziative da loro sviluppate individualmente e il relativo rilancio - spiegano dal Csv -. Si è venuto a creare un gruppo di lavoro più attivo nella comunicazione, motivato dalla possibilità di raccogliere da subito i primi frutti degli sforzi fatti”. A fornire materiale utile per progettare la campagna anche un’indagine tenuta con Sapienza Università di Roma (Dipartimento di Comunicazione e Ricerche Sociali) sul ruolo della comunicazione, la cui sintesi è stata pubblicata in Come comunica il volontariato e il Terzo settore (ai tempi del Covid-19), volume a cura del Csv di Padova e di Redattore Sociale. “Il progetto è riuscito così a rispondere ai due bisogni per cui era stato pensato - raccontano dal Centro di servizio per il volontariato di Verona -: da una parte l’idea di realizzare una campagna di promozione del volontariato che fosse sostenuta e condivisa dalle associazioni, percepita con un senso di appartenenza, quindi da loro co-prodotta; dall’altra il bisogno di rispondere a una serie di criticità sulla comunicazione delle organizzazioni, incentivandole ad accedere a una specifica formazione che diversamente non avrebbe ottenuto un’analoga partecipazione”.
 
La campagna è stata promossa dal Centro di servizio per il volontariato di Verona con il patrocinio del  Comune di Verona, dell’ULSS 9 Scaligera, del Comune di Sona, del Comune di Villafranca e realizzata in collaborazione con Sapienza Università di Roma.
 
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