10 giugno 2021 ore: 11:15
Giustizia

“Chiamata alle Arti!”, l’asta a sostegno della popolazione di Gaza

di Alice Facchini
Da oggi al 13 giugno, l’associazione Three Faces insieme alla Piattaforma ong italiane Medio Oriente e Mediterraneo lancia l’iniziativa #InsiemePerLaPalestina: attraverso la vendita su Instagram di opere d’arte, si sosterranno i civili palestinesi e le strutture assistenziali nella Striscia, dopo i bombardamenti israeliani
Chiamata alle arti

Un’asta artistica per acquistare farmaci, materiali sanitari e beni di prima necessità per la popolazione della Striscia di Gaza. Dal 10 al 13 giugno, l’associazione culturale Three Faces insieme alla Piattaforma delle ong italiane Medio Oriente e Mediterraneo lancia l’iniziativa #InsiemePerLaPalestina che, attraverso la vendita su Instagram di opere d’arte, sosterrà i civili palestinesi e le strutture assistenziali nella Striscia di Gaza, stremata dalle conseguenze dei recenti bombardamenti israeliani che hanno causato 256 morti, di cui 66 minorenni, e quasi 2 mila feriti.

“Nella Striscia la situazione è insostenibile: mancano farmaci, materiali e attrezzature sanitarie, ma anche cibo – scrivono dalla ong EducAid, presente nella Striscia per promuovere l’inclusione scolastica dei bambini con disabilità e difficoltà di apprendimento –. Migliaia di famiglie palestinesi hanno perso la casa, 54 scuole sono state danneggiate, moltissime strade sono state distrutte e anche solo muoversi è molto complicato”.

Per supportare le 35 organizzazioni non governative che fanno parte della Piattaforma e raccogliere fondi per sostenere il loro operato, gli artisti delle più diverse discipline – pittori, grafici, fotografi, fumettisti, scultori, graffitisti – che vogliono donare una loro opera all’asta solidale possono condividere sul proprio profilo Instagram la foto e la descrizione, con titolo, dimensioni, tecnica utilizzata. Chi vorrà acquistarla potrà cominciare a “gareggiare” direttamente sotto al post, sul social network, rilanciando di volta in volta tra i commenti (si parte da una base d’asta di 40 euro, con un rilancio minimo di 20).

A Gaza, già prima di quest’ultima ondata di attacchi militari, due milioni di persone avevano un accesso limitatissimo a servizi e risorse essenziali, tra cui cure, istruzione, acqua, elettricità, a causa del blocco illegale imposto da Israele a partire dal 2007. Secondo quanto riportato da Ocha, l’ufficio delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari, ci sono 106 mila sfollati, di cui 75 mila ospitati nelle scuole delle Nazioni Unite, adibite a rifugio dopo aver perso le loro case a causa dei raid aerei.

Oggi, dopo i bombardamenti israeliani, mancano inoltre gli strumenti essenziali per le indagini necessarie per assicurarsi che le prove dei crimini di guerra commessi nelle scorse settimane vengano raccolte e tenute al sicuro al fine di essere usate dalla Corte Penale Internazionale. Ecco allora che gli operatori umanitari della Piattaforma si mettono al fianco della popolazione civile, chiedendo che la comunità internazionale si spenda concretamente per ripristinare il rispetto del diritto internazionale.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news