22 ottobre 2013 ore: 10:29
Giustizia

“Consigli di lettura su carcere e dintorni": una rassegna su come si vive dietro le sbarre

Curata dal garante dei detenuti del Comune di Milano, il ciclo di 5 incontri fornisce degli strumenti per avvicinarsi al mondo dei reclusi. Si parte oggi con un incontro introduttivo, "Appunti sul carcere", a cui partecipa la consigliera regionale Lucia Castellano

MILANO - Le case di reclusione, per una volta, saranno luoghi aperti alla città. Almeno per farsi comprendere dai cittadini "fuori". Alessandra Naldi, garante dei detenuti del Comune di Milano, alle 18 di oggi (appuntamento allo Urban center della Galleria Vittorio Emanuele) dà l'avvio a "Consigli di lettura su carcere e dintorni", un ciclo di cinque incontri, da lei curato, per avvicinare il mondo dei reclusi a chi sta fuori. Si comincia con "Appunti sul carcere", un incontro introduttivo per avvicinarsi alle prigioni e comprendere come raccontarle. Intervengono Silvia Buzzelli, docente di Diritto penitenziario all'università Milano- Bicocca che ha scritto un libro sul carcere di Lodi. Insieme a lei anche Lucia Castellano, consigliere regionale di Patto civico- Lista Ambrosoli, ex direttrice del carcere di Bollate e membro della Commissione ministeriale sul sovraffollamento carcerario. "Le chiederemo di capire in che direzione si è mossa la Commissione e quali decisioni prenderà, anche se la Relazione sarà completata tra un mese", dice.

L'appuntamento successivo, stesso orario e stesso luogo, è fissato il 26 novembre. Tema: "La vita quotidiana in cella, le ritualità per sopportarla e come si sopravvive all'oppressione, le azioni che si compiono per preservare l'identità", spiega Naldi. Due gli strumenti per combattere l'angoscia delle quattro mura: arredare l'ambiente, cercare di mettere un po' di sé all'interno dello spazio in cui si è costretti. Di questo parlerà Giorgia Gay, corrispondente dal Veneto di Redattore sociale e autrice di una ricerca su come rendere casa un luogo di tre metri per quattro. Insieme a lei ci sarà Davide Dutto, fotografo, coautore del Gambero nero, un libro sulle ricette di cucina "dietro le sbarre". Anche fare da mangiare è un modo per evadere, almeno un momento, dalla routine carceraria ed entrare in una dimensione più normale della vita. I prossimi appuntamenti ci saranno da gennaio, con al centro le mamme in cella, il sistema della giustizia minorile e gli stranieri detenuti. (lb)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news