9 ottobre 2021 ore: 16:41
Salute

​Dalla riforma del terzo settore alle Rsa: l'impegno a "costruire le reti dell'accoglienza"

Nella mozione approvata dal congresso Uneba le priorità del non profit sociosanitario: riformulare le politiche sociali e sociosanitarie e le metodologie dell’assistenza alle persone vulnerabili. Nel nuovo consiglio nazionale 11 regioni rappresentate
Una donna in carrozzina spinta da un infermiere

ROMA - Costruire le reti dell’accoglienza che si prendono cura di chi è più debole, svantaggiato, vulnerabile, escluso”. Questo il programma culturale e operativo di Uneba, associazione di categoria del settore sociosanitario, assistenziale ed educativo che conta circa 1000 enti associati in tutta Italia, quasi tutti non profit di radici cattoliche. “Un programma – si legge nella mozione approvata dal Congresso che si è chiuso oggi - che, nel solco della dottrina Sociale della Chiesa, contribuisce alla giustizia sociale attraverso la testimonianza di una carità che supera l’individualismo e costruisce Comunità”.

Tra gli obiettivi fissati dalla mozione di Uneba anche “contribuire alla riformulazione delle politiche sociali e sociosanitarie e delle metodologie dell’assistenza alle persone fragili/vulnerabili attraverso le esperienze maturate dai nostri Eenti e che tengano in eguale considerazione la complessità dei bisogni sanitari, assistenziali e la centralità della qualità di vita dei nostri utenti”.

In merito alla riforma del terzo settore, la mozione congressuale impegna Uneba a “presidiare il processo di definizione degli ultimi Decreti attuativi della Legge sul Terzo Settore, in particolare quello sulla riforma fiscale, contribuendo con le nostre proposte a raggiungere un equo trattamento e la valorizzazione delle diverse tipologie di Ets”.

Tre le priorità immediate di Uneba individuate dal presidente uscente Franco Massi: la Riforma del Terzo Settore, il difficile reperimento di infermieri professionali per le strutture sociosanitarie, l'utilizzo delle risorse messe a disposizione dal Pnrr.

L'arcivescovo di Udine mons.  Andrea Bruno Mazzocato ha celebrato la messa per i partecipanti al Congresso. “Accanto a quello che è necessario fare per portare avanti attività attente ai più fragili e ai più deboli- un passaggio della sua omelia-, è importante che si resti attaccati alla sorgente, che è ascoltare e osservare la parola di Gesù”.

Il nuovo consiglio nazionale

Il congresso Uneba ha eletto come consiglieri nazionali: Giampaolo Torre e Paolo Uberti per Uneba Piemonte; Luca Volpe per Uneba Liguria; suor Laura Airaghi, Angelo Gipponi, Franco Massi, Fabrizio Ondei, Alessandro Palladini, Marco Petrillo per Uneba Lombardia; Elisabetta Elio e Fabio Toso per Uneba Veneto; Alessandro Santoianni per Uneba Friuli Venezia Giulia; Ernesto Burattin per Uneba Emilia Romagna; Valentina Balestri, Franco Falorni per Uneba Toscana; Salvatore Tomasso per Uneba Marche;  Massimo Scarpetta per Uneba Lazio; Giuseppe Guaricci per Uneba Puglia; Fabrizio Sigona per Uneba Sicilia.
Nella sua prima seduta, prevista entro fine ottobre, il consiglio nazionale potrà cooptare altri membri e sceglierà al suo interno il presidente nazionale.
Sono in consiglio nazionale di diritto anche i presidenti delle federazioni regionali Uneba: Amedeo Prevete (Piemonte), Giuseppe Grigoni (Liguria), Luca Degani (Lombardia), Francesco Facci (Veneto), Matteo Sabini (Friuli Venezia Giulia), Fabio Cavicchi (Emilia Romagna), Andrea Blandi (Toscana), Giovanni Di Bari (Marche), Alessandro Baccelli (Lazio), Giancarlo Maurandi (Uneba Sardegna), Pierangelo Pugliese (Puglia), Ferdinando Scorza (Calabria), Santo Nicosia (Sicilia).
Il congresso ha confermato come presidente onorario Maurizio Giordano.

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