14 novembre 2014 ore: 11:54
Disabilità

"Dare un senso al sesso", l'affettività delle persone con autismo

Le selezioni per accedere al corso per diventare assistenti sessuali proseguono, in attesa della legge. Se ne parla oggi a Rimini in occasione di "Autismi 2014", convegno internazionale organizzato dal Centro Erickson, che prosegue anche nella giornata di sabato 15 novembre
Convegno Erickson Autismi. Locandina 2014
RIMINI – Oltre 60 relatori, 21 workshop e 2 plenarie: sono questi i numeri del 4° convegno internazionale ‘Autismi 2014’ (www.convegni.erickson.it/autismi2014) organizzato dal Centro Erickson in calendario oggi, venerdì 14 e domani, sabato 15 novembre al Palacongressi di Rimini. Secondo un report del Center for disease control degli Stati Uniti un bambino su 68 sarebbe affetto da autismo, con un aumento del 30 per cento rispetto al 2012. In Italia il dato ufficiale parla di 2,5 casi ogni mille bambini: “Dati meno preoccupanti, ma in crescita – spiegano gli organizzatori –. Una crescita che si spiegherebbe principalmente con il progresso medico che ha permesso significativi passi in avanti sul versante della diagnosi, ma anche in virtù di un importante lavoro di sensibilizzazione”. A Rimini si parlerà di diagnosi e interventi precoci nella prima infanzia, di scuola e di lavoro. E nel workshop ‘Dare un senso al sesso’ si parlerà di sessualità e assistenza sessuale (14 novembre, ore 14). Tra i relatori, Fabrizio Quattrini, psicologo e presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica (Iiss) che con Maximiliano Ulivieri e la rete Lovegiver sta lavorando all’organizzazione del primo corso per diventare assistenti sessuali per disabili in Italia: “Io mi occupo degli aspetti più scientifici: come caratterizzare l’assistenza sessuale in un Paese come l’Italia, per esempio”. Quattrini elenca tre canali di formazione: la formazione rivolta ai sex workers (“Non percorribile in Italia ma in essere in altri Stati Europei”); la formazione dedicata a personale sanitario (Oss, assistenti sociali) che potrebbe decidere di suggerire l’assistenza sessuale alle persone che segue; la formazione specifica per diventare assistente sessuale. “L’anno prossimo, immaginiamo tra febbraio e marzo, partirà il primo corso ufficiale: ulteriori dettagli sono in via di definizione, ci sono ancora alcune variabili su cui fare chiarezza”. 
 
Nel frattempo, le selezioni sono cominciate: a Ulivieri e Quattrini sono arrivate 75 richieste di informazioni a riguardo (rapporto donne-uomini 3 a 1). “Abbiamo fatto subito una prima scrematura, scartando una decina di persone non sufficientemente motivate”. La valutazione è continuata attraverso la somministrazione di un questionario (“Utile per capire chi avevamo di fronte”) e di alcuni test: uno psicologico, uno per valutare la fragilità emotiva, uno per controllare l’irascibilità e, infine, l’Mmpi (“Uno dei più diffusi test per valutare le principali caratteristiche della personalità”). “Poi i candidati sono stati sottoposti a un colloquio, utile soprattutto per scoprire eventuali parafilie”. Alla fine, al corso parteciperanno 30 persone, 15 donne e 15 uomini: “Le mie lezioni verteranno soprattutto sulla conoscenza delle diverse disabilità: perché avere una disabilità motoria, sensoriale o cognitiva comporta necessariamente accorgimenti diversi. Essere disabile dalla nascita o esserlo diventato non è la stessa cosa. In più, tutte le diversità sono diverse da persona a persona, e l’assistente sessuale è chiamato a lavorare proprio su queste sfumature. Spiegheremo i limiti e le risorse di tutte le disabilità”. 
 
E quando il corso finirà? Quale futuro per gli assistenti sessuali formati? “Sappiamo bene che avremo tutti la spada di Damocle della prostituzione sulle nostre teste. Ma ci sono spiragli di fattibilità: parliamo di educazione alla corporeità, all’affettività. Questo si può fare, non c’è una legge che lo vieta. Saremo stracontrollati, ma gli assistenti che formeremo saranno obbligati a sottostare a un rigido protocollo: non saranno abbandonati a loro stessi, saranno sempre supervisionati da uno psicosessuologo, per evitare di cadere nelle trappole legate al concetto di prostituzione. Lavoreremo con calma, e di volta in volta aggiusteremo il tiro, in attesa che il ddl diventi legge. Dobbiamo provarci, perché ce la possiamo fare”. Il workshop ‘Dare un senso al sesso’ sarà anche l’occasione per presentare ‘Loveability: l’assistenza sessuale per le persone con disabilità’, libro a cura di Maximiliano Ulivieri con contributi anche di Fabrizio Quattrini. (ambra notari)
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