27 maggio 2016 ore: 11:25
Disabilità

"Diversitalavoro": così le aziende scoprono i talenti dei disabili

Il diversity management è entrato nelle aziende. Un circuito innovativo e in via di sviluppo grazie al progetto promosso da Unar, Fondazione Sodalitas, Value People e Fondazione Adecco per le pari opportunità. Dal 2007 assunte 80 persone, coinvolte 90 aziende. Buemi: “Così si abbattono stereotipi”

ROMA - Facilitare l’accesso al mercato del lavoro a persone con disabilità, appartenenti alle categorie protette, di origine straniera e transgender, coinvolgendo imprese e istituzioni. Con questa finalità è nato nel 2007 Diversitalavoro, il Career Forum delle Pari Opportunità promosso da Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni della presidenza del Consiglio dei ministri, Fondazione Sodalitas, Value People e Fondazione Adecco per le pari opportunità. “Cerchiamo talenti cui offrire pari opportunità nel mondo del lavoro” è lo slogan che accompagna fin dall’inizio il progetto, che nel 2015 ha registrato il suo anno migliore in quanto ad assunzioni realizzate: 80 posti di lavoro ottenuti, pari al 9% di quanti hanno partecipato al servizio (gli anni precedenti ci si era attestati tra il 5 e il 7%). Si tratta di contratti per lo più a tempo determinato.

Dal 2007 al 2015 sono state oltre 1400 le persone selezionate agli incontri di formazione e incontri con le aziende ai Career Forum; 600 i partecipanti agli incontri di formazione individuale per beneficiari; 3000 i colloqui tra candidati preselezionati e aziende. Quali titoli di studio hanno i beneficiari? Il 64% laureati, il 14% studenti o laureandi,  il 22% con master. L’area di studio predominante è l’economia (43%), per il 15% l’ingegneria e per il 9% un’area più genericamente tecnico-scientifica. Altri settori per il 33%. Tra il 2007 e il 2015 hanno partecipato al servizio più uomini (56%) che donne (42%): l’82% sono gli italiani, il 94% iscritti alle categorie protette, il 18% gli stranieri di cui l’82% dell’Europa dell’est e il 18% da Sud America e Africa; il 2% sono le persone transgender. A tracciare il bilancio è Marco Buemi, project manager del team di Diversitalavoro.

Quante aziende hanno partecipato a Diversitalavoro nel corso di questi anni?
Sono 80-90 i brand aziendali che hanno partecipato ai Career Day dal 2007. Molti sono habitué, o doppioni perché partecipano sia alle edizioni di Milano che di Roma. E’ da segnalare il grande aumento che si è avuto in questi ultimi anni.

Cosa cercano e cosa trovano le aziende?
In passato alcune preferivano pagare la multa per non aver ottemperato alle assunzioni previste dalla legge 68/99, ora, con Diversitalavoro hanno la possibilità di un percorso preparato e di aumentare le assunzioni e le competenze. Sono sempre più interessate alle differenze, capiscono che sono un plusvalore e fonte di business.

Quali, tra le categorie di persone cui Diversitalavoro si rivolge, trovano più facilmente un’occupazione?
Le persone con disabilità e iscritte alle categorie protette, la legge le aiuta. 

Diversitalavoro sta anche rinnovando e potenziando la comunicazione, per raggiungere un ancora più ampio bacino di interessati.
Sì, abbiamo rinnovato il sito web e sarà lanciata a giorni la newsletter con informazioni per le aziende, normative, consigli, con l’obiettivo di coinvolgere anche le aziende medio-piccole: finora chi ha risposto maggiormente sono stati i grandi brand, ora vogliamo allargare l’attenzione anche alla Pmi, che in Italia rappresentano il 95% del tessuto produttivo.

Intanto, l’8 e il 9 giugno a Milano, torna uno degli appuntamenti centrali per Diversitalavoro: il Career Forum
Si tratta dell’evento di punta, insieme a quello di novembre a Roma. E’ articolato in due parti: seminari di orientamento e formazione per saper “Come redigere un efficace Curriculum Vitae” e “Come presentarsi efficacemente a un colloquio di lavoro” e incontro con le aziende (che sono, ad oggi, 18). Molto importante è il Curriculum vitae check personalizzato, nel quale vengono forniti tanti consigli per presentarsi al meglio. L’iniziativa di giugno è organizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano.

Cosa è cambiato da quando il progetto ha avviato i primi passi ad oggi, quali consapevolezze avete acquisito?
In questi anni abbiamo notato che tra gli aspiranti lavoratori c’è molta rassegnazione, specie dopo aver mandato decina di curricula ed essere sempre stati scavalcati. La forza di Diversitalavoro sta nel preparare un percorso e creare, diciamo, un ‘ambiente protetto’ anche attraverso la formazione alla aziende che ma mano abbattono pregiudizi e stereotipi. Sul fronte delle aziende, notiamo che si aprono sempre più on interesse alla diversità e capiscono che essa è un valore aggiunto e fonte di business.

Quali passi ulteriori per il prossimo futuro?
Diversitalavoro sta costruendo una serie di accordi con le università, Politecnico di Milano e altre, e con tutti i portatori di interesse, affinché il tema della diversità – che in Italia non è ben sviluppato – possa essere centrale e strutturale come merita. E’ strategico mettersi insieme per raggiungere l’obiettivo. (ep)

© Copyright Redattore Sociale