8 aprile 2016 ore: 12:59
Immigrazione

“Don’t kick me out”: gli artisti interpretano il tema dei respingimenti

Antologia di foto, poesie, fumetti, illustrazioni dedicati alle parole di Emanuel Carnevali, poeta italiano emigrato negli Stati Uniti a inizio ‘900 e poi rientrato: “O Italia, O grande Stivale/Non mi cacciare di nuovo a pedate”. Il 13 aprile la presentazione a Bologna alla Libreria Ambasciatori
Don't kick me out. Mostra. Foto 1

Olivier Favier - La ricchezza del mondo. Foto sgombero del campo La Chapelle. Parigi 2015

BOLOGNA – “O Italy, O great boot/ Dont’ kick me out again”. Queste parole sono tratte da “Il ritorno”, poesia scritta nel 1924 da Emanuel Carnevali, poeta italiano che, nel 1922, tornò a Bologna, dopo aver vissuto per otto anni negli Stati Uniti, da emigrante. Con quelle parole Carnevali chiedeva al suo Paese, l’Italia, il grande Stivale, di non cacciarlo di nuovo a pedate. È da questo verso che è partita l’idea di “Don’t kick me out”, bando lanciato nel 2015 da Il Girovago, progetto della casa editrice bolognese Edizioni Nuova S1, sul tema dei respingimenti. Il risultato? Un’antologia, un libro d’arte che raccoglie i lavori di 34 autori, tra debuttanti e non, a cui si sono affiancati 11 artisti affermati a livello nazionale e internazionale che hanno interpretato il distico di Carnevali, assolutamente attuale nonostante i novant’anni che ci separano dalla sua stesura. Prosa, poesia, pittura, illustrazione, fotografia, fumetto, design, video. Sono i linguaggi attraverso i quali gli artisti si sono misurati su alcune dinamiche del nostro immaginario condiviso e sempre più all’ordine del giorno: dalle esperienze di migrazione alle posizioni delle elite intellettuali, dalle situazioni intime e famigliari ai traumi del lavoro. “L’impegno comune è stato quello di evitare polemiche sterili, lamentazioni vittimistiche, retorica dell’inclusione e della tolleranza come fine a se stessa, per dialogare su questi temi senza indulgere in semplificazioni – spiegano dalla casa editrice – Il libro documenta dunque un progetto artistico che, attraverso voci e forme diverse, prova a rispondere in modi sempre nuovi ad alcuni interrogativi che hanno una portata storica e geografica molto ampia”. Non è un caso che la citazioni di Carnevali da cui “Don’t kick me out” ha avuto origine testimonia l’attualità del tema già un secolo fa, al ritorno del poeta bolognese emigrato negli Stati Uniti. 

Olivier Favier - La ricchezza del mondo. Foto sgombero del campo La Chapelle. Parigi 2015
Don't kick me out. Mostra. Foto 1

Tra gli artisti che hanno partecipato al libro c’è il fumettista Paolo Cossi che ha intitolato le sue due opere “Il mondo nella tasca” e “Senza tasche dove mettere con le mani”, con parole che rinviano direttamente alle altre due citazioni contenute nel bando: “Sono un vagabondo e semino parole da un buco nella tasca” (Emanuel Carnevali) e “Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate…” (Arthur Rimbaud). Silvia Mannino ha rivolto il suo sguardo verso l’Italia, interrogandosi sull’italianità a partire dagli stereotipi legati alla cultura del cibo. Nelle pagine stropicciate di Stefania Fersini si ritrova, pienamente decostruito, il discorso della moda made in Italy, con le immagini del corpo femminile che si impongono nel nostro immaginario, rischiando però di essere gettate via da un momento all’altro. Un altro dei temi che emerge nelle opere di molti partecipanti è quello del viaggio interiore, come nel frammento del “diario d’osteria” di Anna Carla Scesi, sospeso tra i poli opposti dell’incontro e del conflitto, fino a chiedersi se ogni conflitto non sia, in fondo, una specie di incontro e viceversa. E poi c’è il respingimento conseguente alla crisi finanziaria in atto, come nelle madri con frigo raccontate da Damiana Guerra, gli sfratti di centinaia di persone nella stazione della metro di La Chapelle a Parigi documentati da Olivier Favier, e poi il terremoto dell’Aquila, la guerra nell’ex Jugoslavia, il mito della meritocrazia nella scuola e altri ancora.  

Nel libro troviamo anche i saggi di apertura di Roberto Mastroianni, filosofo, critico d’arte e ricercatore all’Università di Torino, e di Lorenzo Barberis, scrittore e critico d’arte che attraverso l’immagine di una “Nazione-Krono” e uno scherzoso “Canone dell’esclusione” individuano un fil rouge a cui tutte le opere in qualche modo si possono ricondurre. Il libro sarà stampato in 800 copie numerate, ognuna impreziosita dal designer Piergiorgio Robino che interverrà direttamente su una pagina del libro con una sua opera originale. Il libro (il cui costo di 10 euro è stato stabilito dalla casa editrice per garantirne la divulgazione e l’inclusione) sarà presentato il 13 aprile a Bologna (ore 18, Libreria Coop Ambasciatori). Per avere il libro scrivere a info@nuovas1.it. (lp)

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