30 luglio 2014 ore: 13:12
Disabilità

“Dopo di noi”, la petizione supera le 75 mila firme

Soddisfatta Ileana Argentin (Pd), intervistata da Andrea Venuto: “Il dopo di noi finora è demandato alle famiglie e alla buona volontà dei singoli enti locali. Stiamo impostando una storia diversa, speriamo di avere una legge entro il 3 dicembre”
Ragazza down e no si guardano e ridono, disabilità

ROMA – “Abbiamo superato 75 mila firme in un mese: è la prova che siamo tanti e che il nostro bisogno c’è ed è reale”: così Ileana Argentin riferisce a proposito della petizione per il dopo di noi, lanciata circa un mese fa sulla piattaforma Chiange.org. Scopo dell’iniziativa è “rendere i tempi della politica più veloci – spiega Argentin ad Andrea Venuto, che l’ha intervista per Sociale.it - Fino ad oggi, la questione del “dopo di noi” è stata gestita sulla base di scelte strettamente locali, mai è stata oggetto di un’azione politica nazionale”. La proposta di legge di Ileana Argentin è approdata intanto in commissione Affari sociali: “La discussione è iniziata, poi seguiranno le audizioni di associazioni e genitori, fino a giungere a un testo unificato: tre sono infatti le proposte presentate”. L’obiettivo è riuscire ad avere una legge sul Dopo di noi entro il 3 dicembre prossimo, per la Giornata internazionale della disabilità.  

Punti centrali  e imprescindibili della proposta sono “il protagonismo della persona con disabilità – spiega Argentin – e l’istituzione di in fondo nazionale che finanzi ogni anno la stessa legge. Oggi tutto è demandato alle famiglie e alla buona volontà dei singoli enti locali: quella che vorrei impostare è una storia ben diversa, una regolamentazione normativa con prescrizioni e sanzioni”. In generale, poi, occorre “un organo trasversale, che serva come indirizzo e controllo al governo in tutte le questioni relative alla disabilità. Non l’ennesimo osservatorio, ma neanche un ‘ministero della disabilità’, che è un’idea che non mi piace, perché noi non siamo un mondo parallelo”. Per quanto riguarda infine la riforma del terzo settore avviata dal governo Renzi, “mi pare che dimostri una positiva attenzione. Vorrei però che questa iniziativa non fosse strumentalizzata, diventando un cappello per tagliare di qua e di là. Ho la sensazione, però, che finora ci sia grande concretezza”. 

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