27 agosto 2015 ore: 14:41
Non profit

“È buono”: la gelateria gestita da ragazzi ex ospiti di comunità e case famiglia

Il progetto, creato dalla Consulta diocesana di Genova, è stato riadattato alla realtà bolognese dall’associazione Agevolando. “Lo scopo è di creare il primo franchising sociale e permettere ai beneficiari di imparare un mestiere”
Bologna. Gelateria di ragazzi ex ospiti di comunità

BOLOGNA – Un laboratorio e una gelateria completamente gestiti da ragazzi ex ospiti di comunità, case famiglia o che hanno avuto esperienze di affido. Si chiama “È buono” ed è il progetto che punta a creare il primo franchising sociale italiano. A occuparsi della gelateria sotto le Due Torri, creando i gusti e vendendo coni e coppette, saranno i ragazzi di Agevolando, l’associazione che accompagna i giovani fra i 18 e i 29 anni usciti da percorsi in casa famiglia, comunità di accoglienza o affido familiare. L’idea, nata a Genova dall’associazione Consulta diocesana per le attività a favore dei minori, ha l’ambizione di estendersi a tutte le città dello Stivale per permettere a chi ne avesse voglia di imparare un mestiere e mettersi in proprio. 

Bologna. Gelateria di ragazzi ex ospiti di comunità

A Bologna il progetto è portato avanti da Agevolando che si sta occupando sia della ricerca dei fondi, circa 200 mila euro per far partire la gelateria, che in seguito della gestione diretta: “Abbiamo deciso di partecipare a questo progetto riadattandolo alla realtà bolognese – spiega Federico Zullo, presidente di Agevolando – perché crediamo che sia utile per dare una possibilità ai ragazzi che escono da questi percorsi. Ci siamo rivolti a fondazioni e aziende del territorio chiedendo di sostenerci e di darci una mano in modo da poter acquistare i macchinari, permettere ai ragazzi di fare formazione e consentirci di prendere in affitto un locale. A oggi sono 40 i ragazzi che hanno partecipato al primo percorso di formazione a Genova ”. A gestire la gelateria saranno all’inizio tre ragazze che oltre a vendere dovranno imparare a realizzare in completa autonomia i gusti da proporre ai clienti. “In questo modo potranno imparare un mestiere e mettersi alla prova sperimentando sia l’aspetto della creazione che quello legato alla vendita di un prodotto – continua Zullo – L’idea è di far alternare le persone in modo da dare la possibilità a tutti di provare. Dopo di che, chi vorrà mettersi in proprio potrà farlo. Le risorse economiche a disposizione e i guadagni serviranno per pagare gli stipendi e per aiutare chi dovesse decidere di aprire una gelateria o un chioschetto”.

Il progetto, infatti, prevede che il primo sostegno a un’attività in proprio venga fornito dall’associazione che nei primi momenti farà da affiancamento nel sostegno delle spese: “L’obiettivo è fare da incubatore – dice Zullo – dopo di che ognuno camminerà con le proprie gambe”. Per l’apertura del locale però ci sarà ancora da aspettare e i bolognesi che vorranno gustare il “gelato solidale” dovranno attendere la primavera prossima. Il progetto in questi giorni partecipa alla competition di “La buona vernice”, il bando di Renner Italia pensato per sostenere le migliori iniziative di solidarietà e assistenza: per sostenerlo basta andare sul sito e dare il proprio voto. In palio 35 mila euro ai primi dieci progetti più cliccati: “Bologna  è solo il primo passo – conclude il presidente di Agevolando – come associazione ci stiamo già muovendo per aprire altre gelaterie anche in altre città italiane”. (Dino Collazzo)

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