18 maggio 2018 ore: 16:24
Famiglia

“E tu che cactus sei?”, in 10 piazze italiane la giornata dei ragazzi fuori famiglia

Piante grasse e shopper per raccogliere fondi a favore dei progetti di autonomia per i neomaggiorenni in uscita da esperienze in comunità, affido o casa-famiglia. Il 19 maggio torna il “Care leavers day”, iniziativa dell’associazione Agevolando. “Scelto il cactus perché sopravvive in condizioni difficili”
E tu che cactus sei - foto 1
E tu che cactus sei - foto 1

BOLOGNA – Cactus e shopper per sostenere i progetti di autonomia rivolti a ragazzi neomaggiorenni in uscita da esperienze in comunità, affido e casa-famiglia. Si potranno acquistare in 10 piazze d’Italia in occasione del “Care leavers day”, la giornata nazionale dedicata ai ragazzi e alle ragazze che crescono fuori famiglia promossa dall’associazione Agevolando. Il titolo dell’edizione 2018 è “E tu che cactus sei?”, il motivo lo spiega Diletta Mauri, coordinatrice del progetto Care leavers network: “Il cactus è stato scelto come simbolo della giornata: è una pianta che riesce a sopravvivere anche in condizioni difficili, per questo è simbolo di resilienza e di una vita spesso spinosa ma bella quando fiorisce”. Dopo Cagliari che ha aperto l’edizione di quest’anno il 17 maggio, Milano e Ravenna che hanno proseguito il 18, sarà sabato 19 maggio il cuore della manifestazione quando Agevolando sarà presente in contemporanea in 10 piazze (Torino, Trento, Verona, Parma, Modena, Bologna, Ferrara, Rimini, Ravenna e Taranto) con uno stand in cui incontrare volontari e acquistare un cactus.

E tu che cactus sei - foto 2

Ogni anno Agevolando incontra circa mille ragazzi che vivono in comunità o in affido attraverso momenti dedicati, manifestazioni, eventi. Sono oltre 200 quelli coinvolti nei progetti di inserimento lavorativo e abitativo dell’associazione, nei progetti di partecipazione e advocacy come il Care leavers network, ricevono informazioni e orientamento attraverso la rete degli sportelli del neomaggiorenne. “Ma questo non basta – spiega Federico Zullo, fondatore e presidente dell’associazione – Per questo occorrono l’impegno e la partecipazione di tutti in un’ottica di rete tra enti pubblici e settore privato. Ognuno può fare la propria parte: le aziende possono rendersi disponibili ad accogliere i ragazzi per progetti di formazione e lavoro, famiglie o singoli cittadini possono impegnarsi nell’affiancare questi giovani in questa delicata fase di passaggio, persone o enti mettere a disposizione immobili in comodato d’uso per progetti di housing sociale”.

Quest’anno, tra l’altro, il Care leavers day viene celebrato in concomitanza con un evento storico, come ricorda Zullo, “festeggiamo l’istituzione di un fondo, il primo in Italia, specificamente destinato dal governo ai ragazzi neomaggiorenni. Ci auguriamo presto l’effettivo avvio della sperimentazione”. (lp)

 

 

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