19 settembre 2018 ore: 12:32
Immigrazione

"Fermiamo il caporalato". Sul web un crowdfunding contro lo sfruttamento dei Sikh

La raccolta fondi lanciata da Marco Omizzolo (In Migrazione) su GoFundMe: "Oggi 30mila persone lavorano in condizioni di schiavitù nelle campagne del Pontino, serve operazione collettiva". L’obiettivo è creare un team specializzato di legali, mediatori culturali e assistenti sociali che aiuti gratuitamente i braccianti
Sikh nell'Agro Pontino

Lavoratori indiani

ROMA - Creare un team specializzato di legali, mediatori culturali e assistenti sociali che per almeno 12 mesi possa supportare gratuitamente i braccianti accompagnandoli ai servizi sociali sul territorio; orientare alla fruizione dei servizi sanitari e sostenere coloro che vivono situazioni più critiche e urgenti; fornire un servizio di assistenza legale gratuita per assistere i lavoratori nelle questioni legate al contrasto del lavoro nero, al caporalato e allo sfruttamento nei campi. È questo l’obiettivo della raccolta fondi per gli indiani Sikh dei campo dell’agro pontino, lanciata dalla cooperativa In Migrazione sulla piattaforma GoFundMe.

Per questo servizio innovativo, itinerante e di prossimità, che dovrà raggiungere la comunità direttamente nei campi, nelle case e nei loro luoghi di culto, servono 25mila euro. “Le donazioni saranno pubbliche e tracciabili - spiega Marco Omizzolo responsabile scientifico di In Migrazione -. Chiediamo il contributo di tutti perché questa è un’operazione collettiva in cui è richiesta una partecipazione attiva. Garantiamo trasparenza e impegno costante”. L’associazione si impegna anche a fornire puntualmente un resoconto quantitativo e qualitativo delle attività svolte durante l'intero arco del progetto per documentare quanto realizzato. Sulla pagina di GoFundMe e sul sito di In Migrazione saranno inseriti aggiornamenti sugli obiettivi e sull’impiego dei fondi.

Oggi sono circa trentamila gli indiani Sikh che lavorano nelle campagne del Pontino, in condizioni di schiavitù: circa 14 ore al giorno per una paga di 4 euro l’ora. Costretti a chiamare “padrone” il proprio datore di lavoro e spesso a far uso di sostanze dopanti per resistere alla fatica. “Quella dei Sikh è una comunità pacifica - spiega Omizzolo- che vive una situazione di isolamento, che non conosce i propri diritti. Vogliamo creare un team specializzato di legali, mediatori culturali e assistenti sociali per supportare i braccianti e fermare il caporalato”. “Quello che succede nel Pontino non può e non deve proseguire oltre - aggiunge - ma da soli non possiamo farcela. In tanti ci hanno dimostrato in questi anni supporto morale e stima. Ora serve un passo in più”. Il progetto di crowdfunding è raggiungibile alla pagina https://www.gofundme.com/fermiamo-il-caporalato  (ec)

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