7 ottobre 2016 ore: 10:10
Economia

"Futuro.coop", un blog per raccontare le esperienze innovative delle cooperative

Un ristorante in un bene confiscato alla ‘ndrangheta, una sartoria sociale che aiuta donne sole, un centro diurno in una casa di campagna donata dalla nonna di un ragazzo autistico. Sono tre delle storie raccontate sul blog futuro.coop nato da un progetto di Legacoopsociali
L'Orto di Paolo

L'Orto di Paolo

La Sartoria Sociale di Reggio Calabria
Sartoria Sociale Reggio C.

- BOLOGNA - A Rescaldina, nel milanese, il ristorante La Tela è nato all’interno di un bene confiscato alla ‘ndrangheta, assegnato al Comune e gestito dalla Cooperativa Arcadia. A Reggio Calabria la Sartoria sociale è stata aperta in un bene confiscato ed è gestita dalla cooperativa SoleInsieme che vuole far rinascere donne sole e in difficoltà. Ad Ascoli L’orto di Paolo nasce dall’esigenza della nonna di un giovane autistico che ha messo a disposizione della cooperativa Pagefha onlus la propria casa di campagna per farne un centro diurno per persone con autismo. Sono 3 delle storie raccontate su Futuro.coop, il blog nato da un progetto di Legacoopsociali. “Con il blog vogliamo che siano le cooperative a essere protagoniste attraverso un modello open source di diffusione delle esperienze innovative – ha spiegato Andrea Bernardoni, responsabile del progetto e componente della presidente di Legacoopsociali – Lo scopo è mettere in connessione tra loro le cooperative coinvolte nella ricerca ‘futuro.coop’, sviluppando il paradigma dell’open innovation cioè fare in modo che ci sia uno scambio delle esperienze individuando opporunità e possibili driver di sviluppo per la cooperazione”.

Osteria La Tela
Osteria La Tela Lombardia

Inclusione, giustizia sociale, rigenerazione degli spazi urbani, agricoltura sociale e sviluppo locale sono i temi trattati dai progetti finora pubblicati sul blog. Il valore del progetto del ristorante La Tela è la capacità di generare non solo sviluppo locale, ma anche inclusione sociale attraverso l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati in un contesto di legalità e trasparenza. La Sartoria sociale è riuscita a creare una rete sociale grazie al legame sviluppato con la cittadinanza comunicando ogni singolo passaggio del progetto. L’orto di Paolo mette in evidenza la spinta propulsiva che generano i bisogni personali che innescano meccanismi di condivisione e collaborazione sul territorio. “Il blog non è solo un contenitore di storie e progetti – conclude Bernardoni – Ma deve essere utilizzato per comprendere le spinte innovative da cogliere, analizzando le esperienze degli altri”.  

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