7 novembre 2012 ore: 15:55
Famiglia

“I cento scatti”, in mostra le fotografie dei ragazzi del campo di accoglienza di Cento

Un trentina di adolescenti nei mesi estivi hanno partecipato al laboratorio fotografico realizzato nel campo di accoglienza di via Santa Liberata a Cento (Ferrara). E i loro scatti sono diventati una mostra
Mostra i cento scatti Mostra i cento scatti

Mostra i cento scatti

BOLOGNA –  Fotografare per rielaborare l’esperienza negativa e traumatica del terremoto. Scattare per ricucire e tenere insieme le molte emozioni in gioco, per costruire una lettura propositiva della realtà. Sono gli obiettivi con cui è nato il laboratorio diretto dal fotografo Giulio Di Meo all’interno del campo di accoglienza di via Santa Liberata a Cento (Ferrara) e gestito da un gruppo di educatori volontari intervenuto dopo il sisma nelle zone colpite. Sono circa una trentina i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni e in maggioranza stranieri (Marocco e Pakistan, soprattutto), che vi hanno partecipato. Le loro fotografie sono diventate una mostra, “I cento scatti – Ragazzi in terremoto”, curata da Fanny Farahi, Francesca Sbrizzi e Mara Wolnitzky. “L’obiettivo è farla diventare una mostra itinerante – dice Francesca Sbrizzi – e di portarla anche a Cento dove abitano i ragazzi autori degli scatti”. La mostra inaugura l’8 novembre e rimarrà aperta fino all’11 nella sede dell’associazione Quanto Basta (via Azzo Gardino, 30).

La mostra evidenzia il vissuto dei ragazzi legato al momento del terremoto, alla vita nel campo e al senso dell’appartenenza che si è costruito nel gruppo. “Ai ragazzi abbiamo dato le macchine fotografiche e indicazioni tecniche su luce, inquadratura e composizione ma li abbiamo lasciati liberi di fotografare ciò che volevano sia dentro al campo che in città – racconta Sbrizzi – Alcuni ci hanno chiesto di poter fotografare le loro case dall’esterno”. La fine del progetto, durato circa 3 settimane, ha coinciso con la fine del campo. “Per restituire ai ragazzi qualcosa del laboratorio a cui hanno partecipato abbiamo realizzato un video nel quale i loro scatti sono amplificati da musiche scelte dagli stessi autori – continua Sbrizzi – e abbiamo organizzato la mostra”. L’obiettivo della mostra è quindi quello di valorizzare il percorso svolto nel laboratorio e stimolare una vicinanza solidale attraverso lo sguardo e le parole dei visitatori. “Anche per questo abbiamo invitato le scuole – conclude Sbrizzi – perché speriamo di avere un feedback da giovani dell’età degli autori degli scatti”. Il filmato con le fotografie e la musica sarà proiettato durante l’esposizione. (lp)

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