"Il fantasma di Zabut", una fiaba sui migranti
ROMA - Una fiaba che ha per protagonista un piccolo migrante arabo, il principino Al Zabut che intraprende un lungo viaggio tra le incantate isole del Mediterraneo, una piccola Odissea alla ricerca di una merce preziosa e rara, ieri come oggi, la liberta'. L'autrice Antonella Maggio illustra cosi' il volume, 'Il fantasma di Zabut' edito da Salvatore Estero Editore, che ha presentato oggi a Montecitorio nella Sala Aldo Moro, con la deputata Gea Schiro', il sindaco di Sambuca di Sicilia (citta' natale dell'autrice) Leo Ciaccio e il consigliere AIRC del Comitato Sicilia Antonio Mistretta. Parte del ricavato del libro, infatti, sara' devoluto proprio all'associazione che si occupa della ricerca sul cancro. Presente anche l'attrice Mariella Gravinese che ha letto alcuni brani del racconto.
Non ha fatto in tempo ad arrivare a Roma l'ex sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini che, pero', ha scritto la prefazione della fiaba: "In momenti storici come questo- dice Nicolini nell'introdurre il racconto- le fiabe sembrano lontanissime dalla realta', una sorta di rifugio fantastico, un luogo remoto che scruta l'immaginario lontano, un altrove in cui fuggire. E mentre c'e' chi chiude le frontiere e alza i muri parlando di invasioni che non ci sono, nelal storia del principino Al Zabut riusciamo a vivere in un mondo aperto e solidale e Lampedusa e Linosa sono i luoghi naturali dove si esprime una grandissima umanita'".
Nicolini poi ricorda che "Lampedusa in questi anni ha salvato 400 mila persone. Da soli noi lampedusani li abbiamo presi dal mare e gli abbiamo dato il primo abbraccio. Nella fiaba di Antonella Maggio i lampedusani, cosi' come nella realta', danno il primo abbraccio alla flotta di Al Zabut, in uno slancio di generosita' e umanita' che poi e' la cosa piu' importante da fare se vogliamo restare umani". (DIRE)