23 giugno 2020 ore: 08:44
Disabilità

“Io, malato di sclerosi, ho trovato coraggio di pedalare grazie a Zanardi”

Il racconto di Alessandro Cresti, ciclista paralimpico di 30 anni nato a Sinalunga, che nel giorno dell’incidente era nel gruppo di Zanardi
© Obiettivo 3 Alessandro Cresti ciclista paralimpico

Alessandro Cresti, ciclista paralimpico

FIRENZE – “Se non ci fosse stato l’esempio di Alex Zanardi, forse io non avrei mai avuto il coraggio di ripartire”. Con queste parole Alessandro Cresti, ciclista paralimpico, 30 anni nato a Sinalunga, ricorda il campione attualmente ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Le Scotte di Siena.

Alessandro Cresti è nato e cresciuto sulle colline senesi. Lo sport è parte integrante della sua vita, a cominciare dal lavoro. Alessandro è addetto alle vendite in un negozio di abbigliamento sportivo. Dopo i 20 anni ha iniziato ad appassionarsi al ciclismo, iniziando a praticare soprattutto la mountain bike. A 25 anni scopre di essere affetto da sclerosi multipla, ma continua a coltivare le sue passioni. A partire proprio dal ciclismo.

“È stato il coraggio di Zanardi a darmi la forza di ripartire. Ho letto il suo libro “Volevo solo pedalare”ed è cambiato qualcosa dentro di me, ho avuto come uno scatto nel cervello e ho detto d’accordo, ce la posso fare, adesso riparto nella vita e nello sport, anche se sono affetto da sclerosi multipla. Mi ha incoraggiato la forza di volontà di Alex, il suo esempio, e spero tanto che sarà proprio questa sua forza di volontà che potrà farlo uscire vivo anche da questa seconda tragedia della sua vita”.

Alessandro ha incontrato per la prima volta Zanardi nell’ottobre 2018: “Per me è stato un onore e una grande emozione conoscerlo, ancor più grande è stata la possibilità di allenarmi insieme annualmente al Campus e far parte di questa manifestazione Obiettivo 3”.

Alessandro si è unito alla staffetta di Obiettivo 3 a Sinalunga, prendendo il testimone da altri atleti paralimpici. Non ha visto l’incidente perché era a distanza di circa 600 metri dal gruppo di Zanardi ed è arrivato sul luogo della colluttazione pochissimi minuti dopo. “Ho girato la curva e ho visto un gruppo di auto incolonnate, sono andato più avanti e ho visto Alex riversato a terra, la sua handbike si trovava ribaltata su un lato della strada. Poi ho visto sua moglie Daniela, era seduta accanto a lui in mezzo alla strada. E poi ho distolto lo sguardo e mi sono fermato, perché non volevo credere a quello che stavo osservando”.

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