28 novembre 2022 ore: 16:43
Società

“Itaca”: in scena a Palermo lo spettacolo che ha coinvolto gli abitanti di Brancaccio

di Serena Termini
Lo spettacolo di Gigi Borruso è vincitore del bando per le periferie urbane lanciato dal Ministero della Cultura (MiC) con la collaborazione dell’assessorato alle Culture del Comune
spettacolo Itaca

PALERMO - Il viaggio della vita, nel suo intreccio tortuoso - di gioie e dolori, di luci e ombre - approda a un ritorno nuovo inteso come uno spiraglio di speranza che spinge, ancora oggi, ogni persona ad andare avanti. E' “Itaca - Dove tutti i sentieri s’incontrano”, lo spettacolo di Gigi Borruso, progetto vincitore del bando per le periferie urbane lanciato dal Ministero della Cultura (MiC) con la collaborazione dell’assessorato alle Culture del Comune di Palermo e realizzato nel quartiere Brancaccio dal Teatro Biondo di Palermo.

Dopo il successo ottenuto alla Casa Museo del Costume Teatrale di Brancaccio, lo spettacolo, infatti, è stato riproposto ieri sera nella Sala Strehler del Teatro Biondo.

Il testo di Gigi Borruso intreccia i racconti, in prima persona, di alcuni personaggi dell’Odissea con le suggestioni e le parole raccolte tra gli abitanti di Brancaccio che hanno assistito alle performance e alle letture sul mito, portate per le strade del quartiere durante la prima fase del progetto. Itaca prende, infatti, spunto dai racconti della gente del quartiere per attualizzare l’Odissea di Omero, che diventa metafora di una condizione esistenziale travagliata ma che si carica di speranza.

La rappresentazione teatrale è stata concepita come metafora del viaggio intrapreso da Odisseo e dai diversi personaggi del poema omerico: il cantore cieco Demòdoco, Euriclea, la nutrice di Odisseo, Penelope, Circe, Calipso, le Sirene e infine Odisseo e alcuni suoi compagni di viaggio.

I residenti del quartiere hanno partecipato al laboratorio scenografico diretto da Valentina Console e al laboratorio di sartoria condotto da Francesca Pipi, realizzando scene e costumi per lo spettacolo in un’atmosfera di condivisione e confronto sulle le tematiche sociali del racconto. Le musiche originali di Mario Bajardi sono state eseguite dal vivo dall’autore.

La rappresentazione è stata intervallata da un video di Rossella Puccio, realizzato durante le diverse fasi del progetto, in cui dai vissuti drammatici e forti, emerge il grande desiderio di riscatto di donne, giovani e uomini di Brancaccio.

In scena gli attori Stefania Blandeburgo, Giuseppe La Licata e gli allievi attori del DanisinniLab: Dino Bentivegna, Fabio Bonaccorso, Francesco Cammarata, Nadia Conti, Valeria D’Aquila, Paola Minasola, Joshua O’Neill, Lucrezia Orlando, Maria Piraino, Tamara Trovato, Barbara Tuttoilmondo, Manuela Tuzzolino.

"L’Odissea – spiega Gigi Borruso – è il nostro grande racconto dell’andare e del tornare, degli incontri e degli abbandoni. Oggi, più che mai, si vive in un’epoca in cui difficilmente si trova la giusta via da percorrere e si coglie l’essenza profonda dei legami. Proprio per le strade di Brancaccio, memori di Padre Pino Puglisi e della sua lotta alla mafia, abbiamo accolto le voci di chi si è lasciato una vita di violenza alle spalle, di chi lotta per la dignità d’un quartiere, di chi si è rimboccato le maniche: cittadini e cittadine che non hanno perso la speranza pur vivendo tra incertezze e timori. Il ritorno, non è quello di una condizione nostalgica perduta ma viene dunque interpretato come un approdo a un nuovo modo di essere nell’incontro con gli altri e uno sguardo nuovo sul mondo; per riprendere in mano se stessi, affacciandosi alla vita da un’altra prospettiva di speranza che deve fare i conti inevitabilmente con la sofferenza. Proprio come nel poema epico, l’amore, la solitudine, la rabbia, il coraggio di riscattarsi e di affrontare le avversità sono gli stati d’animo raccontati dalla gente, in casa o per le strade, ai quali il teatro dà forma per tenere viva memoria e speranza. Itaca è, quindi, un viaggio a più voci, faccia a faccia con alcuni personaggi di questa grande epopea: segno ineludibile del desiderio d’essere riconosciuti e compresi. Lo avevamo già fatto con l'Antigone a Danisinni e adesso lo abbiamo fatto con l'Odisseo a Brancaccio. I classici, nei loro testi reinterpretati in chiave moderna, sono sempre carichi di profonda attualità".

"Abbiamo ascoltato Brancaccio –  dice Rossella Puccio –  con le storie di riscatto degli abitanti del quartiere; una forza incredibile, taciuta e mai raccontata, quotidiana e appartata. E' stato un vero e proprio scambio umano perché, ognuno di noi ha avuto la sua Itaca: io attraverso questo lavoro ho avuto la mia Itaca narrando una sorta di epifania attraverso un antico quartiere popolare che, da sempre è stato bollato solo come una realtà di mafia e di criminalità. Grazie al Centro Padre Nostro abbiamo conosciuto, invece, persone che ci hanno raccontato, attraverso il dramma e la sofferenza delle loro storie, il riscatto e la speranza che sono nati, dopo la morte di p. Pino Puglisi. Itaca è proprio quella necessità che sta dentro di noi, di essere visti, uscendo finalmente dall'invisibilità sociale. La gente di Brancaccio ha bisogno di essere vista anche nella sua lotta legata al percorso di fuoriuscita spesso dalla sofferenza. Brancaccio è un quartiere che, oggi, attraverso una parte della sua gente, vuole raccontare altro, andando oltre a stigmi, pregiudizi ed etichette sociali". 

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