1 agosto 2016 ore: 11:53
Non profit

"L’altro scudetto": accoglienza e ricerca, la solidarietà targata Bologna

INCHIESTA sulle attività sociali delle massime espressioni calcistiche italiane. Si parte con le iniziative dei rossoblù: un documentario sul giovane centrocampista ghanese Donsah, la partecipazione a Football Cares. E poi Telethon, Ageop, Beneficenza Di Vaio, un video in Lis e uno stadio family friendly
Di Vaio per associazione Bimbo Tu

- BOLOGNA - Valutazioni fantasmagoriche, clamorosi giri di milioni, retribuzioni spaziali. Il grande calcio sembra vivere su un pianeta a parte, così come il grande sport professionistico. Un mondo dorato, privilegiato, sempre sopra le righe. Una realtà apparentemente lontana, che suscita emozioni e passioni. Ma è davvero così sganciata dalla realtà? Quest’anno l’attenzione sul calcio non è mai scemata. Finiti i campionati, ecco lo svolgimento degli Europei di Francia. E, finita la competizione continentale, ecco le squadre già in ritiro per prepara la nuova stagione agonistica.
Con i fischietti momentaneamente silenziosi, siamo andati allora a vedere quanto le realtà professionistiche di Serie A hanno dato alla società, magari quella meno fortunata, in termini di impegno e attenzione. Ne esce fuori un bello spaccato di sensibilità e solidarietà. E’ l’altro scudetto, quello dell’impegno sociale. Uno scudetto che non sopporta classifiche, che non regala piazzamenti. Ma rivela il volto umano dello sport di alto livello.
Ecco quello che è scaturito dal nostro viaggio negli stadi chiusi al tifo, ma aperti alla solidarietà. Partendo dal Bologna Football Club 1909.

Dalle piantagioni di cacao del Ghana ai campi della serie A italiana. È la storia di Godfred Donsah, ventenne centrocampista rossoblù, raccontata nel documentario “Godfred”, realizzato da BFC Tv. Durante la sosta natalizia Donsah ha invitato Claudio Cioffi, regista del documentario e membro dell’ufficio stampa del club, a casa sua, a Sunyani, in Ghana. “Se mi tirano le banane in campo – dice in “Godfred” – non me ne importa niente, non ho certo paura: qua a casa mia le banane sono buonissime, è così che sono cresciuto!”. Se non avesse fatto il calciatore, avrebbe lavorato nei campi di cacao, spiega, esattamente come la sua famiglia. Un futuro che il padre provò a cambiare quando partì alla volta dell’Italia, su un barcone diretto a Lampedusa. Godfred allora aveva 7 anni. Il lavoro nei campi di pomodori, i soldi spediti a casa. Il figlio riabbracciato solo 8 anni dopo, a Palermo, dove Godfred arriva in aereo per giocare a calcio, notato in un torneo. “Ora guadagno tanti soldi, ma non dimentico da dove vengo. La mia missione è aiutare più persone possibili e quando avrò finito di giocare comprerò una piantagione di cacao e tornerò a casa”.

L’accoglienza. Il documentario su Godfred Donsah è solo una delle tante iniziative solidali che il Bologna Football Club 1909 ha messo in campo lo scorso campionato. Perché se la stagione 2015/2016 si è chiusa proprio sulle immagini di “Godfred”, si era aperto sotto lo stesso segno, quello dell’accoglienza, con l’adesione del Bfc a Football Cares, l’iniziativa lanciata dall’A.S. Roma per riunire la comunità calcistica internazionale in una raccolta fondi per contribuire ad affrontare la crisi umanitaria dei rifugiati. Per l’occasione il club felsineo ha messo all’asta alcune maglie da gioco autenticate su un sito dove i tifosi hanno potuto aggiudicarsele effettuando le donazioni economiche secondo la logica del crowdfunding. Tutti i fondi raccolti sono stati distribuiti a organizzazioni benefiche quali Unhcr, Save The Children, International Rescue Committee e Croce Rossa.

Di Vaio per associazione Bimbo Tu

La ricerca. Buona parte delle altre iniziative di solidarietà firmate rossoblù sono state dedicate alla ricerca. Tra le tante, l’11 gennaio, in occasione della “Giornata negli Stadi” organizzata da Fondazione Telethon, il club ha messo all’asta le maglie da gioco autenticate indossate durante la gara contro l’Empoli del 19 dicembre 2015 da Luca Rossettini e Daniele Gastaldello. A febbraio, nel mese in cui ricorre la Giornata mondiale di lotta al cancro infantile, per il secondo anno consecutivo il Bologna ha scelto di aderire a #Lottoanchio, campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi organizzata da Ageop Ricerca onlus, l’Associazione genitori ematologia oncologia pediatrica che dal 1982 si dedica alla cura dei bambini in terapia presso il reparto di Oncologia ematologica pediatrica “Lalla Seragnoli” del Policlinico Sant’Orsola Malpighi. I giocatori hanno quindi posato indossando dei guantoni verdi da Hulk, simbolo della lotta contro i tumori. Sempre a febbraio è ripartita “Beneficenza di Vaio”,  l’iniziativa del club manager Marco Di Vaio a supporto di diverse associazioni benefiche tra cui Bimbo, portata avanti grazie ad aste settimanali effettuate attraverso una pagina e-bay dedicata, con maglie da gioco e altro materiale messo a disposizione dallo stesso Di Vaio. Obiettivo, sostenere Bimbo Tu nella realizzazione del progetto “La stanza dei sogni” per entrare nelle case dei bambini assistiti e trasformare le camerette in base ai loro desideri realizzando un contesto personalizzato che favorisca la risposta positiva alle cure e consenta di affrontare la malattia con serenità. Da febbraio alla fine del campionato, il progetto ha raccolto più di 13 mila euro.

Forza Bologna in Lis. Era la fine di settembre 2015 quando Morleo, Gastaldello, Oikonomou, Masina, Ferrari e Brienza sperimentarono la lingua dei segni, diventando protagonisti di un video messaggio che li ha visti segnare “Forza Bologna”. A guidare i giocatori in questa esperienza Massimiliano Giovannardi e Daniele Manzoni, promotori e diffusori della Lis italiana. Un modo per contribuire ad abbattere le barriere della comunicazione.

Pane e sport. Il 3 dicembre Marco Di vaio e altri protagonisti dello sport bolognese di ieri e di oggi – gli ex cestisti Roberto Brunamonti e Davide Lamma e i nuotatori Mirco di Tora e Arianna Barbieri – si sono trasformati in camerieri d’eccezione alla mensa di Antoniano onlus in occasione della presentazione del progetto Pane e Sport, iniziativa promossa da Antoniano e Csi per garantire un pasto al giorno alle persone in difficoltà ospiti della mensa Padre Ernesto.

Il progetto "Pane e sport"


Uno stadio a misura di mamma e bambino. Il 23 febbraio 2016 lo stadio Dall’Ara è stato nominato primo stadio Mom Approved d’Italia e il Bologna prima squadra di calcio italiana “family friendly” da Mom Approved (Mom sta per Mothers on mission), associazione creata da un gruppo di mamme allo scopo di segnalare tutti i luoghi e i locali adatti alle famiglie. Dopo aver “testato” il Dall’Ara in alcune partite di campionato, l’associazione ha stabilito che l’impianto bolognese rispetta i criteri. “È molto piacevole per i genitori – dice Agathe Gillet, una delle fondatrici dell’associazione – poter andare allo stadio in tutta serenità e sicurezza con la possibilità di far constatare ai bambini quanto sia bello e coinvolgente assistere a una partita dal vivo”. Il 4 aprile, nel prepartita di Bologna-Verona, le mamme di Mom Approved (e i loro figli)  hanno consegnato a Marco Di Vaio il bollino che certifica lo Stadio Dall’Ara come luogo adatto alle famiglie. (Ambra Notari)

Mom approved
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