4 novembre 2022 ore: 12:01
Società

“L’ombra della guerra atomica si stende sul mondo”. Associazioni in piazza per chiedere la pace

Domani a Roma si sono date appuntamento le realtà dell’associazionismo, del Terzo settore, del lavoro e dell’impegno civile. “Questa guerra va fermata subito! L’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco”
Manifestazione per la pace, 5 novembre 2022

ROMA – “La minaccia nucleare incombe sul mondo. È responsabilità e dovere degli stati e dei popoli fermare questa follia. L’umanità ed il pianeta non possono accettare che le contese si risolvano con i conflitti armati. La guerra ha conseguenze globali: è la principale causa delle crisi alimentari mondiali, ancor più disastrose in Africa e Oriente, incide sul caro-vita, sulle fasce sociali più povere e deboli, determina scelte nefaste per il clima e la vita del pianeta. La guerra ingoia tutto e blocca la speranza di un avvenire più equo e sostenibile per le generazioni future”. Parte da questo assunto il manifesto/appello della Rete italiana Pace e disarmo, facente parte della rete Europe for Peace e promotrice della Manifestazione per la Pace che si terrà domani a Roma: ritrovo alle ore 12 in Piazza della Repubblica, partenza del corteo alle ore 13. Seguiranno gli interventi dal palco alle ore 15 in Piazza San Giovanni in Laterano.
Hanno aderito moltissime realtà del terzo settore, dell’associazionismo e dell’impegno civile. Tra questi: Forum Terzo settore, Cini, Link 2007, Cipsi, Aoi, Campagna Sbilanciamoci, Coop, Arci, Acli, Cgil, Cisl, Uil, Comunità di Sant’Egidio, 
Emergency, Libera, Comitato promotore Marcia Perugia Assisi, Tavola della Pace, Uisp, Azione Cattolica italiana, Anci, Legacoop, Legacoopsociali, Movimento Nonviolento, Altromercato, Banca Etica, Auser, Movimento dei Focolari – Italia, Greenpeace Italia, Oxfam Italia, Cnesc, Comunione e Liberazione, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Forumsad, Centro Astalli, PeaceLink, Medu, ecc…

“Questa guerra va fermata subito!”

“Condanniamo l’aggressore, rispettiamo la resistenza ucraina, ci impegniamo ad aiutare, sostenere, soccorrere il popolo ucraino, siamo a fianco delle vittime. Siamo con chi rifiuta la logica della guerra e sceglie la nonviolenza – si legge nell’appello -. L’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato nel cuore dell’Europa la guerra che si avvia a diventare un conflitto globale tra blocchi militari con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro dei popoli ucraino, russo e dell’Europa intera. Siamo vicini e solidali con la popolazione colpita, con i profughi, con i rifugiati costretti a fuggire, ad abbandonare le proprie case, il proprio lavoro, vittime di bombardamenti, violenze, discriminazioni, stupri, torture”.

“Questa guerra va fermata subito. Basta sofferenze – continuano i promotori della mobilitazione -. L’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco. È urgente lavorare ad una soluzione politica del conflitto, mettendo in campo tutte le risorse e i mezzi della diplomazia al fine di far prevalere il rispetto del diritto internazionale, portando al tavolo del negoziato i rappresentanti dei governi di Kiev e di Mosca, assieme a tutti gli attori necessari per trovare una pace giusta. Insieme con Papa Francesco diciamo: ‘Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili’”.

“L’umanità ed il pianeta devono liberarsi dalla guerra”

“Chiediamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite di convocare urgentemente una Conferenza Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale, per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso”.

“Occorre garantire la sicurezza condivisa”

“Le guerre e le armi puntano alla vittoria sul nemico ma non portano alla pace: tendono a diventare permanenti ed a causare solo nuove sofferenze per le popolazioni – conclude l’appello -. Bisogna invece far vincere la pace, ripristinare il diritto violato, garantire la sicurezza condivisa. Non esiste guerra giusta, solo la pace è giusta. La guerra la fanno gli eserciti, la pace la fanno i popoli. L’Italia, la Costituzione, la società civile ripudiano la guerra. Insieme esigiamo che le nostre istituzioni assumano questa agenda di pace e si adoperino in ogni sede europea ed internazionale per la sua piena affermazione. Cessate il fuoco subito, negoziato per la pace!”.
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