"L’ora di lezione non basta", progetti alternative per le scuole più svantaggiate
FIRENZE – Si chiama "L’ora di lezione non basta" ed è il progetto a cui hanno aderito tre scuole della Toscana su 15 a livello nazionale, dedicato alle scuole primarie e secondarie che al suo centro le buone pratiche per il contrasto alla crescente povertà educativa.
Il progetto è stato finanziato per 2 milioni e mezzo di euro dall’impresa sociale Con Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile tramite il bando Nuove Generazioni (i finanziamenti provengono da un fondo costituito da risorse pubbliche e private). Il progetto è ideato dall’associazione Senza Zaino – Per una scuola comunità (con sede a Lucca) già attiva sul territorio nazionale da 20 anni.
Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.
Le scuole che hanno aderito sono “quelle scuole che hanno problemi strutturali e di povertà di finanziamenti” e applicheranno il metodo delle “buone pratiche” per 4 anni. Quali sono le buone pratiche che applicheranno le scuole che hanno aderito? Il progetto propone tre modelli educativi, di insegnamento e di apprendimento: il modello dell’artigiano, il modello drammaturgico e il modello del gioco.
Il modello dell’artigiano chiama l’apprendimento per imitazione e l’immagine dell’insegnante e dell’educatore maestro di bottega, che dimostra, fa vedere, incoraggia, affianca. Il modello drammaturgico mette l’accento sui modi di impiego della voce, sull’uso appropriato del corpo e della gestualità, sulla sintesi tra ragione ed emozioni, sulla capacità di presentare i contenuti suscitando la passione per la conoscenza. Il modello del gioco progetta occasioni di apprendimento legate alla sfida, all’immersività, alla simulazione, in un contesto dove apprendere è impegno divertente e piacere. Le regole del gioco guidano le mosse dei giocatori, la lealtà e lo spirito di gruppo sono i valori di riferimento.
I tre modelli orientano le azioni delle scuole su 7 aspetti chiave della didattica: il ruolo formativo dell’organizzazione degli spazi scolastici; la valutazione formativa; la scelta delle e nelle attività didattiche e gli argomenti di studio, che promuove la responsabilità degli studenti; la differenziazione dell’insegnamento; la “flipped classroom”; la comunità di pratiche dei docenti e l’attenzione ai compiti di realtà.