21 novembre 2022 ore: 15:21
Non profit

“La cosa giusta” è anche l'economia carceraria. Se ne è parlato alla Fiera in Umbria

di Chiara Ludovisi
Si è svolta a Bastia Umbria, durante il fine settimana, la fiera “Fa' la cosa giusta”. Presente anche l'economia carceraria, con 10 stand di cooperative che producono beni all’interno delle carceri italiane. Una collettiva di imprese presenti in fiera per vendere i loro prodotti, ma soprattutto per mostrare percorsi virtuosi, inclusivi e sostenibili
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ROMA - Birra, caffè, dolci, prodotti tessili e tanto altro: se il lavoro nobilita l'uomo, il lavoro in carcere assicura dignità e riavvicina alla legalità. A mostrare i frutti, ma soprattutto lo spirito e il senso dell'economia carceraria, 10 cooperative erano presenti a Fa' la cosa giusta Umbria, dal 18 al 20 novembre, presso il polo espositivo Umbriafiere a Bastia Umbra (PG). Imprese e cooperative che producono, in carcere prodotti alimentari e tessili, ma soprattutto producono inclusione.

Un’intera area, (Stand A30), è stata dedicata all’economia carceraria, ospitando le principali realtà che producono birra, caffè, dolci, prodotti tessili e tanto altro, imprese e cooperative che operano per offrire una “giusta opportunità” attraverso il lavoro, che generano la forza per rimettersi in piedi e non tornare a compiere reati una volta scontata la pena, per una società più sicura ed inclusiva.

Non solo prodotti ma anche cultura, con un denso susseguirsi di eventi, convegni, degustazioni e incontri, molti dei quali ospitati nella “piazzetta” del padiglione dell’Economia Carceraria: racconti, presentazioni di libri, storie di riscatto e di rinascita, per raccontare e sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento che, troppo spesso, viene lasciato ai margini della società.

Un programma a parte è stato riservato alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori nella mattinata di venerdì 18, nella convinzione che le nuove generazioni possano favorire, con la consapevolezza e le loro scelte, un futuro migliore e più inclusivo.

La vita lavorativa in carcere è un racconto invisibile sconosciuto ai più, che emerge ed ha voce quasi solo grazie alle attività imprenditoriali che lavorano in questo contesto: per questo l’appuntamento a Bastia Umbra è stato un evento fondamentale per mostrare un mondo che, nonostante i muri non solo fisici che lo racchiudono, ha un enorme potenziale da “sprigionare”, da assaggiare, da ascoltare. Una visione nuova e possibile del carcere, non come “discarica sociale”, o problema, ma come risorsa ed opportunità.

“Economia carceraria” è anche una piattaforma, nata per valorizzare e promuovere prodotti realizzati da persone in esecuzione penale. “Attraverso una logistica centralizzata e un proprio e-commerce – spiegano i promotori - favoriamo e semplifichiamo l’acquisto di prodotti realizzati in carcere da cooperative e imprese che assumono persone detenute”.

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