1 luglio 2015 ore: 16:37
Ambiente

“La lotta al cambiamento climatico è contrasto alla povertà”

Edenhofer (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici): “Per la prima volta nella storia della Chiesa si fa riferimento alle risorse terrestri e all'atmosfera come bene comune dell'umanità. L’enciclica chiede un dialogo tra scienza, politica, economia e religione”.
Cambiamenti climatici: mondo che si scioglie

ROMA - “L’enciclica Laudato Si’ sottolinea che povertà e disuguaglianze sono sfide fondamentali nel secolo e non è giusto limitarci a quella del clima”: il professor Ottmar Edenhofer, Co-Chair del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (Ipcc) è intervenuto questa mattina alla presentazione della conferenza di alto livello “Le persone e il pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta” organizzata dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace con l’Alleanza Internazionale di Organizzazioni Cattoliche per lo Sviluppo (Cidse) che si terrà domani e dopodomani. Edenhofer ha parlato dell’enciclica di Papa Francesco sottolineando come questa affronti l’interconnessione tra la lotta al cambiamento climatico e il contrasto alla povertà: “L’impatto del cambiamento climatico sulle popolazioni più povere intensifica le disuguaglianze” e "il problema della povertà e il cambiamento climatico possono essere risolti solo in modo congiunto, altrimenti l’impatto sarà devastante”. “La comunità internazionale ha convenuto i limiti oltre cui il cambiamento diventa pericoloso, che sono 2 gradi centigradi – ha affermato Edenhofer - se volgiamo conseguirlo, non dobbiamo lasciare che le emissioni CO2 aumentino al livello attuale”. 

“Per la prima volta nella storia della Chiesa si fa riferimento alle risorse terrestri e all'atmosfera come bene comune dell'umanità”. Per questo, sottolinea l’esperto, “l’uso dell’atmosfera sulla base del principio di giustizia è considerato responsabilità sociale in linea con tradizione chiesa cattolica”. “Il 50 per cento del carbone, il 30 per cento del gas e del petrolio devono rimanere all'interno delle risorse terrestri, altrimenti non si fa altro che accrescere l'inquinamento dell'atmosfera” ha detto. L’esperto ha poi sottolineato l’importanza del principio “chi inquina paga”: “Con il carbon pricing regolamentato in modo adeguato si possono sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. “L’enciclica propone la cooperazione per far fronte alla crisi internazionale e  il ruolo della società civile per fare pressione politica e accrescere il potere di comunità consumatori e cittadini”. 

“Il cambiamento climatico non è solo un problema scientifico – conclude Edenhofer - l’enciclica chiede un dialogo tra scienza, politica, economia e religione, per chiarire e individuare dilemmi etici”. (lj)  

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