12 gennaio 2015 ore: 16:56
Giustizia

"Menomale è lunedì": film sui detenuti proiettato nel carcere della Dozza

Al via in città il ciclo di proiezioni del film di Filippo Vendemmiati sull’officina "Fare impresa in Dozza". Proiezioni al cinema da giovedì, mentre sabato il documentario sarà visto nel luogo in cui è stato girato, il carcere di Bologna
Locandina film carcere Dozza

BOLOGNA – “Sono contento che si sia organizzato questo ciclo di proiezioni che partirà giovedì', e mi fa piacere soprattutto che il film venga proiettato nel luogo in cui è stato girato: il carcere della Dozza”. Filippo Vendemmiati, giornalista Rai e regista, non nasconde la sua soddisfazione per essere riuscito a portare a Bologna “Meno male è lunedì”, film sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna di cui sono protagonisti alcuni detenuti della Dozza che, guidati da ex metalmeccanici in pensione, hanno partecipato al progetto lavorativo “Fid-Fare impresa in Dozza”. I carcerati hanno lavorato per conto di Gd, Ima e Marchesini, tre colossi del packaging, potendo contare su un contratto a tempo indeterminato. “Alcuni di loro, circa nove – spiegano Gian Guido Naldi di '’Fid’ e Claudia Clementi, direttore del carcere – dopo la fine delle riprese sono usciti e ora continuano a lavorare per queste imprese”. Il titolo del film, aggiunge il regista durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa oggi in Regione, riprende “una frase detta da un detenuto, che lamentava il fatto di non poter lavorare il sabato e la domenica: per loro, infatti, il lunedì è una bella giornata perché, lavorando, ottengono uno spazio di libertà”. L’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, si dice “fiero di aver contribuito alla realizzazione del film, che rappresenta alla perfezione l’idea che si debba recuperare il valore sociale del lavoro”. Che “Meno male è lunedì” sia incentrato sul lavoro più che sulle condizioni dei reclusi lo pensa anche il regista, che racconta come “dopo la proiezione di ottobre al Festival di Roma un ex operaio Fiat mi ha detto: '’Credevo che avrei visto un film sul carcere, invece ho visto un film sul lavoro. Quella, secondo me, è stata la miglior recensione possibile”. Clementi pone invece l’accento sulla particolarità del progetto raccontato nel film, che “non fa parte di un percorso assistito, come spesso accade nelle carceri, ma è un percorso produttivo a tutti gli effetti, in cui i detenuti sono assunti con un vero contratto di lavoro”.

- Girare il documentario, che racconta una settimana di lavoro dei detenuti e degli ex operai che fanno loro da tutor, non è stata però un’impresa facile: il direttore della fotografia Stefano Massari afferma infatti che “inizialmente alcuni detenuti non volevano partecipare alle riprese, ma quando hanno capito che con questo film non volevamo dare alcun tipo di giudizio si sono ricreduti e si sono prestati volentieri”. Nonostante la soddisfazione per la proiezione di sabato 18 gennaio, Vendemmiati si dice anche “un po’ nervoso”, perché “quando abbiamo proiettato il film nel carcere di Spoleto è nato un dibattito molto acceso tra i detenuti, uno dei quali mi ha chiesto se con questo documentario avessi voluto dire che per trovare un lavoro bisogna prima finire in prigione”. In chiusura, Naldi si sofferma invece su un altro aspetto positivo del progetto ‘Fid’, osservando che “i detenuti che vi partecipano, tra cui alcuni di quelli che appaiono nel film, ricevono ottimi giudizi professionali da parte delle aziende. Questo valorizza il progetto, perché non è facile vincere i pregiudizi nei confronti degli ex carcerati”. Il film sarà proiettato al cinema Nosadella giovedì alle 21, venerdì alle 19.30, lunedì 19 e mertedì 20 alle 20, per poi arrivare a Ozzano, Porretta e Castenaso il 21 gennaio, il 5 e il 20 febbraio. A marzo invece, come spiega la produttrice esecutiva Donata Zanotti “sarà proiettato a Bruxelles su richiesta del Parlamento europeo”. (Dire)

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