16 maggio 2019 ore: 12:42
Disabilità

"Mica scemo", il progetto per gli adulti con autismo parte dal cinema

Uno spot, con protagonista l'attore Mingo De Pasquale, è il primo tassello dell'iniziativa che a Bari punta a realizzare un welfare più moderno, che favorisca l'autonomia delle persone autistiche adulte. Previsto un lungometraggio e lo studio di centri polifunzionali per l’autonomia
"Mica scemo" - spot autismo persone adulte - Mingo
BARI - “Sono differente. Sono autistico, mica scemo”: in circa due minuti di spot posa il primo mattone di un progetto molto più ampio e ambizioso il protagonista Pin, interpretato dall’attore barese Mingo De Pasquale: un adulto autistico, di circa mezza età, dimostra agli sguardi sostenuti e infastiditi di chi lo circonda di saper vedere dove gli altri non vedono, e di saper portare quindi questi sguardi oltre gli stereotipi e l’intolleranza.
 

Lo spot, presentato a Bari, costituisce il primo esempio in Italia di pubblicità progresso su questo tema, con intento di promozione sociale, e una sorta di anticipazione dell’evoluzione del progetto “Mica Scemo”, che porterà alla realizzazione nel prossimo anno di un vero e proprio lungometraggio. Lo spot, scritto e diretto dal regista Antonio Palumbo, è quindi la prima fase di “Mica Scemo”, ideato e promosso dall’associazione sportivo dilettantistica barese “Vinci con noi”, impegnata da circa nove anni in percorsi ludico-sportivi nel nuoto, nel calcio e nella danza per persone con diagnosi di autismo o di disabilità intellettivo-relazionale, dai 3 ai 40 anni.
 
“Il film, di cui abbiamo già pronta la sceneggiatura e che vorremmo fare uscire entro un anno, sarà una commedia che cercherà di toccare, con ironia e gioiosità, la tematica fondamentale per i familiari di persone autistiche del tempo ‘dopo di noi’”, racconta Stefania D’Elia, vicepresidente dell’associazione “Vinci con noi”, istruttrice di nuoto e analista del comportamento specializzata nel metodo con percorsi riabilitativi Aba. 
 
Sono circa 250 le persone, tra Bari e i comuni limitrofi del sud e del nord, con diagnosi di autismo o disabilità di tipo intellettivo coinvolte nei percorsi sportivi creati dall’associazione. “Ora, mentre promuoviamo lo spot, siamo impegnati nella ricerca di produttore e finanziatori per il film, che avrà come protagonista lo stesso Pin, già al centro dello spot – precisa D’Elia -. Il film ha un obiettivo culturale fondamentale: creare nella collettività la mentalità giusta, capace di guardare le persone autistiche non come vittime ma protagoniste delle proprie potenzialità, al di là dei limiti. Questa ‘rivoluzione culturale’ sarebbe la base per un obiettivo sociale che rappresenta l’ulteriore fase evolutiva del progetto: creare una commissione di esperti capaci di ideare un modello di centri polifunzionali per persone adulte con diagnosi di autismo”. L’intento, infatti, sarà quello di impiegare parte degli incassi del film per supportare i lavori della commissione di specialisti. Ad oggi la Regione Puglia affronta una spesa di circa 11 milioni di euro per i centri diurni che accolgono persone con questo tipo di disabilità. 
 
“In molti casi vengono offerti servizi di qualità poco adeguata – aggiunge la vicepresidente di Vinci con noi -. Vorremmo invece cercare di dare vita a centri capaci di mettere in piedi progetti di vita e di lavoro, partendo dalla ricerca delle abilità delle persone. Un percorso da compiere attraverso stage, verso l’apprendimento di un mestiere, verso una possibile autonomia. Immaginiamo centri con numerose attività e molto sport, che favorisce l’inclusione, libera gli ormoni del benessere e aiuta ad affrontare numerose problematiche della vita adulta, anche dal punto di vista psicologico, riducendo farmaci e accanimento terapeutico. Si tratta in fondo di unire tanti fili di una rete per comporre una maglia, per avere un welfare moderno con più qualità e meno spesa, per vedere associazioni che si uniscono e che non rimangono isolate in una guerra tra poveri. In vista di tutto questo, ho già attraversato gran parte del nostro paese in cerca delle buone prassi e delle eccellenze che possano aiutarci a dar vita ai centri nel modo migliore possibile”.
 
Mingo De Pasquale si è calato nell’interpretazione di Pin dopo un lavoro di circa un anno e mezzo di conoscenza e stretto contatto con le persone adulte autistiche, attraverso l’associazione “Vinci con noi”. Il curioso nome del protagonista, Pin, è stato ideato pensando alla forte curiosità delle persone conosciute per il cellulare dei genitori, a cui si accede, appunto, digitando un codice pin. Lo spot è visionabile attraverso la pagina Facebook dell’Asd “Vinci con noi”. (sm)
 
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