6 marzo 2020 ore: 11:47
Società

“Mio marito mi chiudeva in casa, sono scappata e mi sono salvata”

Una donna vittima di violenza domestica racconta la sua drammatica vicenda: “Mi ha salvato un’associazione”. Il Cesvot raccoglie la sua e altre storie

FIRENZE – “Non avrei mai pensato che la nostra relazione si trasformasse in una storia di violenza”. Sono le parole di Yasneli, una donna vittima di violenza domestica salata dall’associazione Donne in Movimento di Pisa, che si occupa di immigrazione e lavora a difesa delle donne vittime di tratta e di violenza da più di venti anni. La sua storia è stata raccolta dal Cesvot, il centro servizi volontariato della Toscana.

“Mi chiamo Yasneli e ho 31 anni. Sono nata a Cuba dove ho conosciuto il mio ex marito arrivato dall’Italia nel 2013Tutto è cambiato quando ci siamo trasferiti in Italia. Dalle prime settimane del nostro arrivo la situazione è precipitata velocemente. Lui mi chiudeva a chiave in casa, non voleva che avessi alcun contatto con il mondo esterno, mi impediva di lavorare. Quando usciva per andare al lavoro portava con sé anche i miei documenti, controllava ogni singolo aspetto della mia esistenza. Mi picchiava con qualsiasi pretesto, io non riuscivo a scappare, né a trovare il modo di segnalare la mia situazione, nemmeno a sua madre, che era l’unico contatto che avevo”.

Un giorno Yasneli riesce a scappare approfittando della porta di casa finalmente lasciata aperta dal compagno. “Sono scappata e all’inizio non sapevo cosa fare, a chi rivolgermi. Una mia amica mi mise in contatto con l’associazione Donne in Movimento, ed è lì che sono arrivata e ho avuto subito il primo aiuto. Mi hanno detto che la prima cosa che dovevo fare era denunciarlo e grazie al loro aiuto ho trovato il coraggio di capire che fosse la cosa più giusta per cominciare una nuova vita. Nella casa ho cominciato a seguire alcuni corsi insieme alle altre ragazze ospiti: fotografia, inglese, italiano. Mi piaceva in particolare studiare l’italiano, sentivo il bisogno di potermi esprimere con tutte le parole che avevo. Alla fine sono arrivata al terzo livello di conoscenza per l’italiano”.

L’incontro con l’associazione Donne in Movimento aiuta Yasneli proteggendola dalla violenza e dandole tutti gli strumenti necessari, il supporto, la conoscenza per creare una vita finalmente libera e indipendente.

“Quando sono andata via dalla casa sono rimasta sempre in contatto con le operatrici, sono state tutte importanti per me. Nel periodo in cui sono rimasta con loro ho imparato molte cose che mi hanno preparato a tornare a far parte del mondo. La vita è troppo bella per arrendersi. A chi sta vivendo una situazione di violenza dico che prima bisogna amare se stesse e poi mai restare in silenzio, mai nascondere la realtà. Cercate aiuto e denunciate, sempre”.

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