“No ai miniOpg, usare le risorse per i servizi di salute mentale”
“Fonti ufficiali su una proroga della chiusura ancora non ci sono – afferma Stefano Cecconi, portavoce del Comitato – ma i rumors e le fonti che abbiamo ci dicono che ci sarà nei prossimi giorni, per questo abbiamo voluto sottolineare quali sono le priorità. La nostra preoccupazione
più grande è che la legge abbia posto attenzione solo sulla costituzione dei miniOpg e non sulle persone. Tra l’altro si prevede un rinvio senza soldi aggiuntivi, ciò significa che nella sostanza non cambia nulla e potrebbero verificarsi pericolose scorciatoie, come accordi con i privati per strutture di custodia”. Secondo Cecconi la maggior parte degli internati rischia di essere trattata in “forma custodiale”, mentre il Comitato chiede da tempo le dimissioni dei circa 400 internati in proroga e misure alternativa per gli altri.
Il comitato ribadisce quindi che il problema non è il ritardo nell’apertura dei "mini-opg regionali", (le strutture speciali previsti dalla legge 9/2012 al posto degli attuali sei Opg), che secondo StopOpg non andrebbero costituiti per niente. Al contrario andrebbero usate le risorse previste per potenziare i servizi di salute mentale delle Asl. “Il vero dramma sono le mancate dimissioni e le mancate misure alternative all'Opg per centinaia di malati (la maggioranza degli internati) costretti a subire internamento e proroga dell'internamento in Opg perché non presi in carico dai servizi di salute mentale delle Asl – aggiungono -. E ciò accade quando manca un rapporto organico tra magistratura e Dsm, che permetta l'applicazione di misure alternative all'Opg e di cura. Bisogna non solo “svuotare” gli Opg ma contrastare l'invio di nuovi internati”.StopOpg, aggiungono “chiede che qualsiasi decreto di rinvio, che oggi sembra imminente, sia vincolato a precisi impegni, rispettosi delle sentenze della Corte Costituzionale (del 2003 e 2004) che hanno “ispirato” le leggi sulla chiusura degli Opg”: “sappiamo che per abolire definitivamente la logica manicomiale, cioè un trattamento speciale per i ‘folli autori di reato’, diverso da quello usato verso i ‘cittadini sani’, bisogna cambiare il codice penale. Ma intanto oggi si possono superare gli Opg, scongiurare l'apertura al loro posto dei manicomi regionali (miniOpg), e cosi tornare allo ‘spirito originale’ della legge 180 che, chiudendo i manicomi, restituì dignità e cittadinanza alle persone malate di mente”.