“No ‘ndrangheta”: si moltiplicano le adesioni di scuole, enti locali, associazioni
No ‘ndrangheta
Sabato alla manifestazione ci sarà anche l’Asis (Associazione degli insegnanti di sostegno) di Reggio Calabria che si schiera “ apertamente e con decisione, al fianco della magistratura reggina e del suo impareggiabile operato, baluardo esemplare di giustizia per le vecchie e giovani menti di questo Paese”. L’Asis partecipa per favorire la diffusione di una coscienza collettiva in ambito culturale, sociale e politico che “investa sul diritto all’istruzione e sull’avidità di sapere dei discenti; sulla forza e sulla passione per la formazione da parte dei docenti; sul superamento delle disuguaglianze e delle disparità nei confronti delle persone disabili; per la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico, fenomeni che, spesso, costituiscono l’iniziazione alla delinquenza giovanile e, conseguentemente, alla criminalità organizzata”.
Tra le numerosissime adesioni all’iniziativa del Quotidiano crescono a livello esponenziale le presenze per quanto riguarda gli enti ( dai comuni alle amministrazioni provinciali ad altri organismi locali); è decisamente bipartisan anche la partecipazione relativa ai partiti politici, dal Pdl al Pd passando per Italia dei Valori. Non si contano più le associazioni e i gruppi, tra questi anche il movimento Ammazzateci tutti, nato nel 2005 dopo l’omicidio di Franco Fortugno, vicepresidente del consiglio regionale. Dopo 5 anni di attività il movimento antimafia è presente anche in Lombardia, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Piemonte e Veneto. Alla manifestazione di sabato prossimo “Ammazzateci tutti” sarà presente con una propria delegazione. “L'adesione all’iniziativa di Reggio Calabria – affermano gli attivisti del movimento - è sottintesa ma con riserva. E' sottintesa, perchè ovunque si catalizzino gli enzimi antimafie, da Locri a Busto Arsizio, il nostro movimento è sempre stato in prima linea, per squarciare le fittissime maglie di omertà e le innominabili contiguità tra lobby e nuova borghesia mafiosa”.
Il movimento spiega la riserva nutrita per l’iniziativa di sabato:”In cinque anni, nonostante l'enorme affetto della gente, le battaglie dell'antimafia calabrese sono state spesso tenute in scarsa considerazione. Speriamo che dalla grande mobilitazione del 25 settembre la tendenza si possa invertire e che si possa avviare, finalmente, una seria riflessione che porti ad una progettualità seria, coraggiosa, senza pregiudizi e, quindi, rivoluzionaria nella sua normalità''. (msc)