3 dicembre 2020 ore: 11:39
Disabilità

“Noi, alunni sordi, non leggiamo il labiale dei maestri con la mascherina”

L’associazione fiorentina “Io parlo” chiede di installare un plexiglas trasparente tra la cattedra e i banchi nelle classi dove ci sono bambini sordi, affinché gli insegnanti si possano togliere la mascherina e i bambini senza udito possono leggere il labiale
Mascherina, covid, illustrazione

FIRENZE - Un plexiglas trasparente tra la cattedra e i banchi nelle classi dove ci sono bambini sordi, affinché gli insegnanti si possano togliere la mascherina e i bambini senza udito possono leggere il labiale, altrimenti molto difficile con la mascherina indossata. E’ la proposta dell’associazione fiorentina “Io parlo”, come spiega la presidente Laura Brogelli: “Noi siamo pienamente consapevoli dell’utilità della mascherina ma anche del fatto che fin dal DPCM del 26 aprile 2020 è sempre stata stabilita l'eccezione per i soggetti con forme di disabilità non compatibile con l'uso continuativo della mascherina ovvero per soggetti che interagiscono con i predetti”. 

Tante le storie raccolte dall’associazione “Io parlo”. Come quella di Jury, che dice: “Sono Jury e faccio la seconda media. Io preferisco fare la scuola a distanza perché con il Mini mic attaccato al computer riesco a seguire cosa dice l'insegnante mentre a scuola, con i professori che non si levano mai la mascherina è veramente noioso far passare il tempo perché io, non capisco quasi niente di quello che dicono quando hanno la mascherina".

E poi Agnese: “Mi chiamo Agnese, ho 14 anni e sono in prima superiore. A me piace molto andare a scuola e mi piacerebbe tornare in aula con i miei compagni ma se i professori portano la mascherina non riesco a comprendere quasi niente. Da casa, con le cuffie e gli apparecchi riesco a guadagnare ma mi manca tantissimo poter interagire con i miei compagni”

E ancora: “Ciao sono Maria, frequento la quarta superiore. Con la didattica a distanza uso delle specie di cuffie che mi permettono di sentire bene le voci di tutti, il problema è che quando i miei compagni parlano insieme non riesco a capire nulla. Preferirei le lezioni in presenza per poter interagire con i professori e con gli amici in classe, ma l'uso delle mascherine è una barriera che mi impedisce di vedere il labiale e attutisce il tono della voce quindi, alla fine, per me è meglio la DAD.”

E ancora Tommaso: “Ciao, sono Tommaso ho 12 anni e frequento la seconda media. Ora purtroppo siamo a casa e facciamo lezione in DAD e devo dire che mi trovo bene, sento bene dal PC e riesco a seguire senza problema. Quando andavamo a scuola tutti i professori si abbassavano la mascherina perché sapevano che a me serve molto poter guardare il labiale. Un solo insegnante, nonostante che gli fosse stato chiesto da due insegnanti e dai miei genitori, continuava a tenerla su anche se seduto in cattedra e quindi alla distanza necessaria. Un giorno però, ho trovato il coraggio e gli ho chiesto io se gentilmente poteva levare la mascherina spiegandogli che per me era importante perché così avrei potuto capirlo meglio mentre parlava. Ha accettato e così anche in presenza con lui non ho più problemi.” E infine: “Ciao sono Giovanni ho 12 anni e frequento la seconda media. A me non piace la didattica a distanza, faccio fatica a concentrami con le lezioni al computer. A scuola i prof solitamente non usavano la mascherina. Sulla cattedra era stata messa una barriera -schermo in plexiglas e così loro stavano lì dietro ed io potevo seguire le lezioni senza molte complicazioni. Il plexiglas un po’attutisce il tono della voce ma veder il labiale è un grande aiuto”. 

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