29 gennaio 2019 ore: 15:05
Non profit

“Non diamo sanzioni o bollini di qualità, ma spingiamo verso azioni positive”

La portavoce del Forum Terzo Settore spiega il senso del Codice di qualità e autocontrollo proposto agli enti: un meccanismo volontario che niente ha a che vedere con il sistema sanzionatorio previsto dalla legge. “Vanno rafforzate la consapevolezza e il racconto dei comportamenti positivi”
Terzo settore e non profit
ROMA – Uno strumento che permetta di comprendere quali sono le cose che ci aspettiamo che un ente di terzo settore faccia e quali sono quelle che invece ci aspettiamo non faccia mai: dunque un meccanismo che consenta di rafforzare i comportamenti positivi e disincentivare quelli negativi. E' questa la filosofia dietro le Linee Guida per un Codice di Qualità e Autocontrollo per gli organismi del Terzo Settore messo a punto dal Forum Terzo Settore e presentato oggi a Roma. 
 
“Non possiamo – spiega la portavoce del Forum, Claudia Fiaschi – far finta che il Terzo settore sia quello di 500 anni fa, dove chi faceva del bene era buono per forza: col tempo si è evoluto il modo di fare del bene e questo evoluto modo di fare del bene richiede anche dei modi adeguati ai tempi per renderlo leggibile e degno della fiducia, della quale abbiamo estremo bisogno. Negli ultimi venti anni in particolare il terzo settore ha avuto una crescita esponenziale di tutte le sue componenti (volontariato, promozione sociale, fondazioni, impresa sociale, ecc.) e tale crescita richiede di non ragionare in modo ingenuo”. Come farebbe chi, ad esempio, ritenesse che non si possano insinuare dentro il terzo settore soggetti e attività che di virtuoso e positivo abbiano davvero poco. "Talvolta i fini e le attivita' sono buone ma il modo di gestirli ci scandalizza perche' non c'e' coerenza tra il fine e il comportamento", dice Fiaschi.
 
Il Codice di qualità e autocontrollo proposto dal Forum non ha niente di sanzionatorio: “La vigilanza sugli enti di terzo settore spetta ai ministeri, è regolata dalla legge e compete allo Stato. Certamente non immaginiamo di svolgere un ruolo che non è il nostro, non intendiamo dare bollini o certificazioni”, precisa Fiaschi. Ma oltre alla vigilanza imposta dalla legge, c'è spazio per altro, e nello specifico per quell'autocontrollo che la stessa riforma del terzo settore indica come obiettivo da raggiungere. “Parliamo della costruzione di una cultura positiva di cittadinanza attiva, della volontà di mettere l'accento sui comportamenti positivi, per rispondere all'interesse generale che l'Italia sia più ricca di cittadini che cambiano in modo virtuoso la società dentro organizzazioni virtuose”, dice la portavoce del Forum. 
 
E' qui, in questo ambito, che entra in gioco il lavoro svolto dal Forum e messo a disposizione di tutti gli enti di terzo settore, ad iniziare da quelli aderenti al Forum stesso: “Siamo partiti dal dato di fatto che nel mondo del terzo settore ci sono molte cose positive ma che va rafforzata la dimensione di consapevolezza dei comportamenti positivi dentro le nostre organizzazioni. E' per questo che con il Codice di qualità e autocontrollo non ci rivolgiamo alla piccola associazione ma alle grandi reti, che hanno un 'marchio' conosciuto, che portano avanti attività importanti e che devono interrogarsi positivamente sulla coerenza fra la loro visione e identità da un lato e i loro comportamenti dall'altro, in modo da evitare incoerenze che sono negative per tutti”. Nel corso del 2019 sarà avviato dunque un percorso di formazione con l'obiettivo di raggiungere un gran numero di enti del terzo settore (140 mila con il primo progetto già avviato) in modo da far comprendere l'importanza della definizione chiara e trasparente delle proprie finalità e al contempo della strutturazione delle proprie attività in coerenza con le finalità generali, tenendo presenti alcuni principi di carattere generale e attuando un monitoraggio delle attività per evitare irregolarità sia etiche sia giuridiche. (ska)
 
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