8 novembre 2017 ore: 12:45
Famiglia

"Non scuoterlo!": parte la campagna per prevenire danni ai neonati

Mai, mai scuotere il neonato. Anche se sta piangendo e non si sa più come farlo smettere. Le conseguenze vanno dai danni cerebrali alla morte. Lo documentano dati raccolti negli Usa. Terre des hommes lancia la campagna attraverso la Tv, con la partecipazione dell'attore Alessandro Preziosi
Nono scuoterlo

Milano - Mai scuotere il neonato. Anche se sta piangendo e non si sa più come farlo smettere. La tentazione di scuoterlo può portare a conseguenze cerebrali devastanti nel bambino. Anche alla sua morte. E ciò capita più spesso di quanto si possa immaginare. In Italia non esiste un dato preciso, ma studi negli USA hanno stimato circa 30 casi all'anno ogni 100 mila neonati. Il 25% muore. "Possiamo ipotizzare che il nostro Paese si allinei con questi dati", spiega Lucia Romeo, pediatra dell'ospedale dei bambini Buzzi di Milano. Per cercare di prevenire la Shaken Baby Syndrome (Sbs), Terre des Holmes lancia la campagna "Non scuoterlo!": sono previsti spot Tv, con la partecipazione dell'attore Alessandro Preziosi, e il sito di informazione nonscuoterlo.it.

"Quando un lattante è scosso violentemente la testa e il cervello subiscono forze di accelerazione e decelerazione che provoca danni meccanici ai neuroni e alle fibre nervose - spiega Melissa Rosa Rizzotto, medico del Centro regionale per la diagnostica del bambino maltrattato di Padova -, oltre che ai vasi sanguigni intracranici e agli occhi. Questo comporta una alterazione immediata di coscienza e funzioni vitali. Se questa fase è superata e non sopraggiunge la morte del bambino, si manifestano gradualmente le emorragie cerebrali, spinali e retiniche". A volte le conseguenze non sono subito visibili, ma semplicemente il bimbo sembra calmarsi: in realtà è una "quiete" causata proprio dai danni arrecati. "E così capita che i genitori ripetano il gesto di scuoterlo ogni volta che piange perché lo ritengano 'educativo' - aggiunge Melissa Rosa Rizzotto-. A noi arrivano bambini che hanno subito fino a 10 scuotimenti, con danni irreparabili".

La campagna "Non scuoterlo!" è promossa in collaborazione con Ambulatorio Bambi dell'Azienda ospedaliera dell'Università Città della salute di Torino, il Policlinico di Milano, il Soccorso violenza sessuale del Buzzi di Milano, il Centro regionale per la diagnostica del bambino maltrattato di Padova, l'ospedale Meyer e il Policlinico di Bari. (Dp) 

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