14 luglio 2020 ore: 10:02
Giustizia

“Papuan Lives Matter”: scoppia la protesta della minoranza indigena contro le autorità indonesiane

Un’ondata di manifestazioni è scoppiata in Papua Occidentale. Le accuse mosse verso l’autorità centrale, e in particolare contro polizia e militari, è quella di razzismo e violazioni dei diritti. #PapuanLivesMatter è l’hashtag con cui i papuani stanno comunicando le loro rivendicazioni
Foto: Nichollas Harrison (via Wikimedia Commons) Protesta in Australia per la Papua Occidentale

Protesta in Australia per la Papua Occidentale

Sulla scia della protesta americana Black Lives Matter, nelle ultime settimane è nato il movimento Papuan Lives Matter: un’ondata di manifestazioni scoppiata in Papua Occidentale in opposizione agli abusi subiti da tempo dalla minoranza indigena dalle autorità dell’Indonesia.

La storia. Per comprendere il razzismo contro questo persone bisogna risalire almeno al 1969, data in cui l’antica colonia olandese, la Papua Occidentale, appunto, fu annessa all’Indonesia dopo un referendum controverso. I papuani indigeni sono circa il 50% degli abitanti e da tempo cercano di ottenere un nuovo voto che dia la possibilità di rendersi indipendenti da Giacarta. Le accuse mosse verso l’autorità centrale, e in particolare contro polizia e militari, è quella di razzismo e violazioni di vario genere. Tra queste, l’estate scorsa la denuncia era partita da un video in cui si vedevano soldati che insultavano studenti papuani chiamandoli “scimmie”. Durante quegli scontri morirono 30 persone.

Le violenze. Lo scorso aprile due giovani papuani, 21 e 19 anni di età, sono stati uccisi dalle forze indonesiane mentre pescavano. Le versioni sull’accaduto discordano: per i media ufficiali si trattava di appartenenti a gruppi criminali, mentre le famiglie hanno bollato subito l’accaduto come assassini arbitrari. Eventi di cui a suo tempo si è parlato pochissimo, anche a causa dell’attenzione catturata dalla pandemia. Ma l’assassinio di George Floyd negli Stati Uniti ha dato l’occasione per riportare il razzismo al centro del dibattito.

#PapuanLivesMatter è l’hashtag con cui i papuani stanno comunicando le loro rivendicazioni. E che ha già trovato diversi sostenitori “di peso”, almeno a livello locale. Tra questi l’artista Henri Affandi, che a questo tema ha dedicato un’opera d’arte. Mentre l’attore Hannah Al Rashid ha scritto via Twitter: “Sono solidale con #PapuanLivesMatter, perché da quando mi sono trasferito in Indonesia ho osservato il modo in cui le persone di pelle più scura sono trattate ingiustamente. Sia nel modo più ovvio, con insulti razziali, sia più "sottilmente" attraverso stereotipizzazioni televisive”.

I religiosi. Il movimento è sostenuto anche dai sacerdoti di cinque diocesi dell’isola, che si rifanno al “Documento sulla fratellanza umana” sottoscritto l’anno scorso da papa Francesco e dall’Imam di Al-Azhar, Ahmed al-Ayyeb. La richiesta è di sostenere tolleranza e pace nell’arcipelago.

L’articolo integrale di Daniele Bellocchio,Papua Occidentale: Indonesia accusata di razzismo e discriminazione , può essere letto su Osservatorio Diritti.

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