28 settembre 2017 ore: 16:54
Società

"Play & work” contro la dispersione scolastica: gli studenti creano robot e app

Finanziato da Fondazione con il Sud e realizzato nel quartiere Brancaccio dove si registra il 20% di abbandono scolastico solo al biennio, il progetto ha coinvolto circa 250 ragazzi. L'assessore Marano: C'è ancora una sorta di segregazione formativa che riguarda gli istituti tecnici che va combattuta"
Scuola - banchi vuoti, scuola

PALERMO - Dal gioco alla formazione al lavoro e all’interazione con le forze sane del quartiere e con le imprese. E’ lo spirito che ha caratterizzato il progetto Play & Work, un piano integrato contro la dispersione scolastica finanziato da Fondazione con il Sud e realizzato nel quartiere Brancaccio-Settecannoli dal Cirpe (Centro iniziative ricerche programmazione economica) in partenariato con le associazioni La Linea della Palma, Volta la Carta e Ada nella scuola media Don Milani e nell’istituto superiore Alessandro Volta. Nella scuola A.Volta si registra il 20% di abbandono scolastico solo al biennio.

Al progetto sono stati coinvolti circa trecento i ragazzi: 250 tra studenti di terza media del Don Milani e studenti dei primi anni dell’I.I.S.S. Alessandro Volta. Il progetto è iniziato sotto forma di gioco con la costruzione di robot attraverso l’utilizzo del materiale di Lego Educational e la loro successiva automazione con sistemi tecnologici Arduino e con la realizzazione di vere e proprie App.

Coinvolti nel progetto anche alcuni studenti degli ultimi anni dell’istituto Alessandro Volta che hanno fatto da mentor ai compagni più giovani, aiutandoli nello studio e nei rapporti interpersonali. Strategico è stato il contributo delle imprese che – col supporto del soggetto promotore La linea della palma - hanno accolto, nell’ambito dell’azione progettuale di accompagnamento all’inserimento lavorativo, i ragazzi neodiplomati più meritevoli in tirocini extracurriculari, alcuni dei quali ancora in corso.

Co-finanziato da Fondazione con il Sud all’interno del Bando Educazione dei Giovani 2013, il progetto e i suoi risultati sono stati illustrati questa mattina presso l’aula magna dell’istituto Alessandro Volta dove è stato proiettato anche un video sul lavoro svolto da associazioni, insegnanti e ragazzi. A conclusioni dei lavori è stata inoltre realizzata dagli studenti un’installazione live simbolica all’interno dell’istituto.  

Durante il progetto, con l’attività di mentoring i ragazzi sono stati supportati con processi di identificazione, sviluppo e valorizzazione delle loro potenzialità. Il progetto ha inserito l’attività di mentoring per fornire agli studenti un supporto durante il loro percorso formativo, nell’acquisizione delle conoscenze e delle competenze di base. Il mentor ha rappresentato un “amico scolastico” cioè una persona con cui avere contatti ed un confronto continuo anche fuori dalla scuola. I mentor in totale sono stati 31. Di questi, 20 di loro hanno lavorato alla realizzazione dei laboratori rivolti agli anziani, dividendosi in due gruppi. Gli studenti sono diventati formatori degli anziani del territorio con l'avvio di un laboratorio di alfabetizzazione informatica, rivolto ai residenti del quartiere che ha favorito e rafforzato la comunicazione e lo scambio intergenerazionale, raggiungendo così il duplice obiettivo di motivare i giovani alunni a non abbandonare gli studi e favorire la coesione dei soggetti del territorio, realizzando un passaggio di conoscenze a doppio senso tra “nonni” e “nipoti”.

"E' sta un'avventura molto interessante che è durata due anni - spiega Maria Pia Pensabene, direttore del progetto -.  Questi ragazzi a conclusione del progetto hanno potuto fare un periodo di tirocinio all'interno di alcune aziende che lavorano sulle nuove tecnonologie. I giovani hanno partecipato a dei laboratori tecnico- pratici che hanno visto l'utilizzo del 'mattoncino intelligente' della Lego. Hanno realizzato  con successo attrezzature ed oggetti elettronici rapportate alle diverse abilità e competenze acquisite".  

"La scuola ha il compito di arricchire il ventaglio di proposte educative che si offrono agli studenti - ha sottolineato Margherita Santangelo dirigente scolastico dell’istituto professionale Alessandro Volta -. La scelta dei progetti è fatta in modo da assicurare il successo formativo a tutti. In una scuola come questa in cui il tasso di dispersione e di abbandono scolastico è molto alto bisogna attivare altri strumenti che possano aiutare questi giovani. Purtroppo nell'opinione pubblica diffusa, essendo un istituto tecnico, la nostra viene considerata una scuola superiore più 'semplice' rispetto ai licei. Questa errata considerazione porta ad avere una buon numero di studenti che hanno avuto in precedenza un trascorso scolastico problematico. Questa scuola richiede, invece, un impegno significativo perché ha una serie di discipline professionalizzanti che hanno bisogno di buone competenze di base per essere affrontate con successo. Il progetto Play&work ha voluto creare delle condizioni per allineare le competenze di base e restituirci degli studenti capaci di porgersi in sintonia con il nostro curriculum di scuola".

"Questi progetti sono una spinta a potenziare quel lavoro quotidiano che viene fatto a scuola contro la dispersione - afferma Giovanna Marano, assessore comunale alla scuola -. Questa amministrazione fa un lavoro di rete a più livelli per accompagnare oggi i ragazzi a rischio dispersione. Dobbiamo poi abbandonare l'idea che i licei siano di serie A e le scuole tecniche di serie B. C'è ancora una sorta di segregazione formativa che riguarda gli istituti tecnici che va combattuta . Ci sono ragazzi che dopo avere acquisito delle abilità tecniche in queste scuole riescono poi in maniera brillante a proseguire con la facoltà di ingegneria all'università ". (set)  

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