13 aprile 2023 ore: 15:25
Economia

“Povertà e squilibrio di genere”: al via “eQua”, incontro nazionale di Arci

Fino al 15 aprile a Cremona. Un incontro che “arriva in un momento storico nel quale le diseguaglianze continuano a crescere in maniera esponenziale e con un governo che continua ad attaccare il reddito di cittadinanza, definendolo una misura inutile e dannosa per pigri e parassiti”
Povertà, senza dimora, indifferenza: uomo seduto per strada, tra la folla

ROMA – "I poveri non esistono?”. Questo il titolo della seconda edizione di “eQua”, l’incontro nazionale contro le diseguaglianze, per i diritti sociali, organizzato dall’Arci dal 13 al 15 aprile a Cremona. Un incontro, dopo l’edizione dello scorso anno a Bergamo, che – si legge in una nota dell’organizzazione – “arriva in un momento storico nel quale le diseguaglianze continuano a crescere in maniera esponenziale, i poveri sembrano essere spariti dall’agenda politica e con un governo che continua ad attaccare il reddito di cittadinanza, definendolo una misura inutile e dannosa per pigri e parassiti”.

La povertà è donna: lo squilibrio di genere è una realtà

Come scrive Celeste Grossi, delegata nazionale Arci Politiche di genere, citando Simone De Beauvoir: “ Basterà una crisi politica, economica, religiosa, perché i diritti delle donne siano messi in discussione”. E noi , prosegue Grossi, “oggi siamo in presenza di molte emergenze: le guerre, la guerra in Europa, l’emergenza ecoclimatica, la crisi economica, la crisi sociale, le destre al governo nazionale... L’effetto combinato di queste crisi ha portato a un rinnovato squilibrio donne/ uomini. Ne discuteremo a eQua, non certo per piangerci addosso, ma per cercare risposte nuove a urgenze mai sopite, anzi più che mai attuali, e nuove forme per lottare contro le disuguaglianze e la povertà”.

Osserva Grossi: “alla domanda posta nel titolo di eQua ‘I poveri non esistono?’ è fin troppo facile rispondere la povertà esiste ed è donna. Chi lavora nell’economia informale e chi lavora part time, spesso non per scelta volontaria, è in maggioranza donna. Anche l'impoverimento conseguente la crisi pandemica ha colpito di più le donne. Sono aumentate le donne povere perché prive di lavoro, ma sono aumentate anche le donne povere nonostante il lavoro. Assistiamo a un costante travaso di ricchezza da lavoratrici e lavoratori verso le élite, sempre più ricche. Un furto legalizzato ai danni delle persone più vulnerabili e dunque in prevalenza ai danni delle donne, che in nome del mercato e delle sue oscure regole vengono abbandonate al loro destino”.

“E la povertà – conclude - non è solo quella economica. Accanto agli indicatori monetari, soprattutto per le donne, andrebbero presi in maggiore considerazione altri indicatori che sono causa di esclusione sociale. Vivere con un reddito insufficiente significa rinunciare a beni materiali, ma anche restringere le relazioni sociali e ridurre le attività di svago. Insomma le disuguaglianze, anche tra i poveri, non sono equamente distribuite.

eQua, il programma

“In questo contesto – afferma l'organizzazione - l'Arci ha consolidato, sperimentato e organizzato forme diffuse di mutualismo per rispondere ai nuovi e vecchi bisogni espressi dalla società, per difendere e promuovere i diritti sociali, per diffondere una cultura solidale. "eQua" è, quindi, un importante momento per sviluppare un ragionamento collettivo sull'attualità politica e sociale del nostro paese, per scambiare buone prassi, per conoscere meglio le esperienze e i vissuti delle realtà Arci, per provare ad innovare gli strumenti del nostro agire quotidiano. Grazie agli interventi di esponenti delle istituzioni, dell'associazionismo e dei movimenti sociali, esperti, intellettuali, proveremo a consolidare l'identità condivisa dell'azione sociale dell'Arci e a delineare linee di discussione su alcuni dei principali temi che attraversano la nostra società: dall'emergere di nuove povertà alle ricadute nelle comunità, dalle diseguaglianze nel sistema sanitario e nel diritto alla salute alle politiche sociali, dal lavoro povero alle diseguaglianze di genere, dal sostegno al reddito “all’insorgenza” del mutualismo”.

Tra gli altri, sono previsti gli interventi di Gianluca Galimberti (Sindaco di Cremona), Elena Granaglia (docente Scienza delle Finanze, Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma e Forum Disuguaglianze e Diversità), Gian Paolo Barbetta (docente Politica Economica Università Cattolica di Milano), Rosita Viola (assessore alle Politiche Sociali e delle Fragilità del Comune di Cremona), Walter Massa (Presidente nazionale Arci), Marianna Filandri (docente Sociologia economica all’Università di Torino), Giulio Marcon (di “Sbilanciamoci” e della campagna “Tax the Rich”), Barbara Leda Kenny (attivista e coordinatrice di inGenere.it), Annamaria Palmieri (Dirigente Scolastica in Barriera di Milano a Torino, già assessore alla Scuola e Istruzione del Comune di Napoli), Sandro Busso (docente Sociologia Politica e Politiche Sociali, Università di Torino), Paolo Venturi (Direttore di AICCON - Centro Studi sull’Economia Sociale, Docente di imprenditorialità e innovazione sociale presso l'Università di Bologna).

Nelle serate di “eQua” spazio anche a cinema, musica e teatro: giovedì 13 aprile, alle 21, la proiezione del film d’animazione “Flee” (2021), diretto da Jonas Poher Rasmussen; venerdì 14 aprile, alle 21.30, Riccardo Staglianò (la Repubblica) in “Gigacapitalisti Show”, ci accompagnerà nell’incredibile mondo degli ultramiliardari. Bezos, Musk, Zuckerberg e il resto del club degli ultraricchi; a seguire l’After Dj-set ‘Le ragazze vogliono pogare’. La seconda edizione di “eQua” è organizzata da Arci Nazionale, Arci Lombardia, Arci Cremona, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Cremona, con il sostegno di Hera Comm, in collaborazione con Forum Disuguaglianze e Diversità, Fondazione Feltrinelli, Sbilanciamoci!, Medicina Democratica, Circolo Arcipelago. Media Partner di “eQua”: Redattore Sociale, Sallo!, Comune.Info, Radio Popolare, Arci Ecoinformazioni. Qui il programma completo di “eQua”.

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