6 maggio 2009 ore: 14:44
Economia

''Prestito della speranza'': 180 milioni per le famiglie in crisi

Il prestito garantito dalla Cei con un fondo di garanzia di 30 milioni di euro. 30 mila le potenziali famiglie beneficiarie: 500 euro al mese, per i primi 12 mesi (prorogabile) da restituire in cinque anni. Il tasso è del 4,5%
Prestito della speranza della Cei - Una famiglia in locandina

Prestito della speranza della Cei - Una famiglia in locandina

ROMA - Il "Prestito della Speranza”. Lo hanno chiamato così il fondo a sostegno delle famiglie povere garantito dalla Conferenza episcopale italiana con un fondo di garanzia di 30 milioni di euro, ma che contrariamente a quanto preannunciato non garantirà 300 milioni, ma 180 almeno per i primi tre anni, anche se potrà crescere nel tempo. È quanto è stato detto oggi a Roma, alla presenza del cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei e di Corrado Faissola, presidente dell'Associazione bancaria italiana. 

Definito anche il tasso d'interesse del prestito e le modalità di elargizione. Si tratta di un tasso di interesse commisurato al 50% del livello medio attuale per i prestiti personali, quindi con un Taeg equivalente al 4,5%. Prestito di 500 euro al mese, per i primi 12 mesi, prorogabile per  altri 12 mesi se persiste la situazione di indigenza e da restituire in cinque anni non appena il beneficiario è nelle condizioni di poter restituire il prestito. "Chi fa le spese di questa imprevista stagione - ha affermato Bagnasco - è in particolare quella parte della popolazione che in realtà non ha mai scialacquato e che già prima era in sofferenza per una cronica ristrettezza economica".

Sono 30 mila le potenziali famiglie beneficiarie del prestito, e in questo ambito non ci sono novità. Potranno accedere al fondo le famiglie che abbiano perso l”unico reddito, con almeno tre figli oppure segnate dasituazioni di grave malattia o disabilità. Secondo il cardinal Bagnasco, potrà accedere "la famiglia secondo il dettato della Costituzione italiana, per le altre situazioni che possono essere in difficoltà subentrano le altre forme di intervento presenti nelle varie diocesi". (vei lanci successivi) (ga)

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