11 ottobre 2017 ore: 16:14
Immigrazione

“Prima di tutto esseri umani”, arriva il Festival della migrazione

L’iniziativa promossa da Fondazione Migrantes, insieme a Porta Aperta e IntregriaMo, si svolgerà a Modena dal 20 al 22 ottobre. De Robertis: “Sull’immigrazione dobbiamo ripartire da dati corretti”. 34 soggetti aderenti, , tra enti locali, mondo accademico, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.
Festival migrazione
Festival migrazione

ROMA - “Restituire al migrante il suo onore di essere umano, senza il quale nessuna delle sfide che ci attendono potrà trovare una giusta soluzione”. Questo lo scopo del Festival della Migrazione che si svolgerà a Modena dal 20 al 22 ottobre prossimo su iniziativa di Fondazione Migrantes, Associazione Porta Aperta e IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e di aziende del territorio e presentato questa mattina alla camera dei Deputati. 34 i soggetti aderenti, tra enti locali, mondo accademico, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.

Don Giovanni De Robertis, direttore di Fondazione Migrantes, sottolinea che deve essere restituito ai migranti “il volto umano”: “sono fratelli e sorelle nostre, come tanto spesso ci ricorda papa Francesco, anzi, la carne di Cristo! Ricordo - ha spiegato - le parole di un professore di Dakar a un congresso della Fuci che ci diceva con forza: ‘Dovete smetterla di considerarci dei tubi digerenti! Noi abbiamo una nostra cultura, una nostra storia, una nostra spiritualità’’. De Robertis ha poi aggiunto che “gli immigrati in Italia non crescono in numero da alcuni anni, è importante fornire dati corretti sul fenomeno”.

Il Festival nasce dal bisogno di uno studio approfondito e non ideologico su un fenomeno complesso che richiede una riflessione seria e lontana dagli stereotipi – aggiunge  Luca Barbari, presidente di Porta Aperta -. Questa iniziativa ha quattro gambe: terzo settore, Chiesa, enti locali e Università; è il festival sui diritti, che rappresentano l’identità dell’Europa e della nostra Italia: è dal loro riconoscimento che si può raggiungere un’identità piena”.Per l’onorevole Edoardo Patriarca “questa iniziativa è un’opportunità per parlare di migrazione da un punto di vista più alto, non solo come emergenza. Il Festival ragiona su un fenomeno epocale: vale la pena fermarsi qualche giorno per vedere cosa potrà essere il nostro Paese nei prossimi anni – spiega -. La migrazione è una sfida culturale e antropologica, affronta il tema dell’altro, della diversità e delle contaminazioni che fanno strutturalmente parte dell’Italia. E’ anche una sfida per la nostra democrazia, che è chiamata a misurarsi su questi fenomeni se non vuole risultare perdente. Oggi entrare in Italia regolarmente è impossibile, è necessario tornare a una normalità di ingressi regolari: questa è una battaglia politica di civiltà”. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il professor Luigi Foffani, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, a nome degli enti locali coinvolti.

Il festival, alla seconda edizione ha come tema “Partire, arrivare, restare”. E torna in un periodo in cui parlare di migrazione in modo sereno e senza pregiudizi è tanto difficile quanto determinante. In tre giorni di convegni, dibattiti, laboratori, spettacoli e mostre, l’obiettivo è conoscere, riflettere, ascoltare, discutere, dare voce a chi non ne ha. Tra i relatori il Segretario Generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, il rappresentante di Unhcr Andrea De Bonis, il commissario Agcom Mario Morcellini, Maria Chiara Prodi del Consiglio generale italiani all’estero, il sottosegretario del Ministero dell’Interno Domenico Manzione, gli arcivescovi di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, e di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, Regina Catrambone direttrice del Moas e Marco Bertotto di Medici Senza Frontiere.

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