10 giugno 2013 ore: 17:32
Non profit

"ProgettaMi": percorsi di vita autonoma per 64 disabili a Milano

Si chiude la fase di sperimentazione del progetto promosso da Ledha, Fondazione Idea vita e Consorzio Sir e finanziato da Fondazione Cariplo e comune di Milano. Sono 5 le associazioni coinvolte
MILANO – Non c'era nulla da inventare, ma solo da mettere in rete un tesoro di risorse nascoste. Trovare standard e "format" comuni, individuare persone terze capaci di accompagnare persone con disabilità e le loro famiglie verso un percorso di vita autonoma, al di fuori delle mura domestiche. E in un anno ci è riuscito "ProgettaMi", percorso sperimentale promosso da Ledha, Fondazione Idea vita e Consorzio SiR, finanziato da fondazione Cariplo e dal Comune di Milano. Sono 64 le persone che hanno potuto cominciare un percorso di vita autonomo nelle strutture residenziali milanesi. "Un inserimento lungo e standardizzato di quattro mesi – spiega Roberto Morali, il responsabile del progetto -. In alcuni casi il percorso si è interrotto prima per volere di genitori o persona con disabilità. Ma abbiamo cercato di dare alle singole realtà 'illuminate', perché capaci di avviare un percorso di questo genere, una visione cittadina, creare un sistema". Perché questo era ciò che accadeva prima di "ProgettaMi": ogni realtà, ogni associazione si muoveva come un'isola all'interno della città, senza alcun collegamento con gli altri.

Sono cinque le associazioni (e sei le strutture) che al momento fanno parte di questa rete di sperimentazione: "Handicap ... su la testa!" (gestito da Scuola di Vita), "Spazio Aperto Servizi" (Casa Edolo e Casa Bassini), "Azione Solidale" (Le chiavi di casa), "Consorzio SiR" (SVAA De Ruggiero), cooperativa "Il Fontanile" (Piuma). “ProgettaMi è una sfida aperta per tutta la società milanese e va oltre il progetto che si è concluso con questa sperimentazione", continua Roberto Morali. Nato nel 2007 e sviluppato negli ultimi mesi del 2010, oggi "ProgettaMi" ha permesso alle realtà del terzo settore che si occupano di disabilità di cominciare una riflessione verso un nuovo modello di presa in carico: "È stata un'esperienza ricca che ha creato un'interrogazione sul tema dell'adultità consapevole nelle persone con disabilità. Se non lo sosteniamo economicamente, si va a perdere il volano che abbiamo creato durante questi 12 mesi.

Oggi ci sono famiglie che vorrebbero entrare in questo circuito e altre che vogliono ripeterlo", evidenzia Morali. Tanto però dipenderà dalle casse del Comune, finanziatore del progetto insieme a fondazione Cariplo. "ProgettaMi" prevede uno stanziamento di 300mila euro e una durata fino ad aprile 2014, ma al momento sono stati erogati solo 40mila euro. "Senza fondi non c'è benzina che fa muovere il progetto", ammette il responsabiile.

Quel che resta è il cambiamento "culturale" indotto da "ProgettaMi". Sono più di 1.100 le persone incontrate durante un ciclo di quattro incontri in quattro Centri diurni per disabili a Milano. "Abbiamo scelto quelle sedi – spiega Morali – perché volevamo smuovere le famiglie". Questi incontri hanno permesso di sviluppare un "metodo" comune nella presa in carico delle persone con disabilità che vogliono cominciare un progetto di vita indipendente. E così, anche per il Comune, ora esistono dei parametri di riferimento per comprendere se un progetto di vita indipendente funziona oppure no ed esiste sopratutto una rete consolidata in grado di garantire soddisfazione sia da parte delle famiglie sia delle persone che cominciano a diventare autonome. (lb)
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