21 novembre 2017 ore: 16:39
Immigrazione

“Pueri”, assistenti sociali e psicologi per la presa in carico dei minori stranieri soli

Nel 2016 ne sono arrivati 26 mila, quest’anno a settembre erano già 18 mila. Sono i minori stranieri sbarcati nel nostro Paese da soli. Il progetto di Fondazione assistenti sociali, Centro informazione ed educazione allo sviluppo e ministero dell’Interno vuole evitare che finiscano vittime della criminalità
Minori migranti, mani - SITO NUOVO

ROMA – Nel 2016 sono stati 26 mila i minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia. Al 30 settembre di quest’anno il loro numero toccava già quota 18 mila. Per favorire la loro presa in carico ed evitare che si allontanino dai luoghi di accoglienza, rischiando di cadere vittime della criminalità organizzata, è nato il progetto Pueri, gestito dalla Fondazione nazionale degli Assistenti sociali e dal Centro informazione ed educazione allo sviluppo, coordinato dal ministero dell’Interno, approvato dalla Commissione europea e finanziato con le risorse del Fondo asilo, migrazione e integrazione (Fami). “Si tratta di un progetto sperimentale che si concluderà nel febbraio 2018 e che ha come obiettivo la presa in carico di parte dei minori stranieri che arrivano nel nostro Paese – spiega la Fondazione – L’esito positivo della sperimentazione potrebbe rendere l’intervento sistematico, garantendone la fruibilità a tutti i minori accolti negli hotspot italiani”.

Al momento sono coinvolti gli hotspot di Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto. Il progetto consiste nel mettere a disposizione un’equipe di assistenti sociali, psicologi con il supporto dei mediatori culturali, per accogliere, ascoltare, farsi carico del vissuto di questi minori. “Fuggiti da guerre, carestie e violenze arrivano in Italia con la speranza di una nuova vita, l’obiettivo è evitare che cadano vittime della criminalità organizzata. Non si tratta solo di un imperativo di natura etica ma di una responsabilità politica a cui le istituzioni sono chiamate, il progetto Pueri è una possibile e concreta risposta al fenomeno della migrazione minorile, che non è destinato a fermarsi nel breve periodo”. E ancora: “Questi minori rappresentano una possibilità di crescita che riguarda tutto il Paese: le loro intelligenze, creatività, la loro volontà di ricostruire se stessi e una nuova vita riguarda tutti noi. Dobbiamo fare in modo che il loro domani possa essere migliore e possa svolgersi qui, nel nostro Paese afflitto da una crisi della natalità che sembra condannarci ad una assenza di futuro”. 

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