3 settembre 2014 ore: 14:10
Disabilità

"Racconti di cucina", le storie e le ricette dei cuochi disabili

Il manuale è stato realizzato a conclusione del progetto della comunità Sant’Onofrio dell’Opera Don Calabria e raccoglie gli episodi più significativi della vita dei partecipanti. "Una grande sfida raccolta da operatori e utenti che hanno realizzato il progetto superando confini apparentemente invalicabili"
Racconti di cucina 1

PALERMO – Cucinare ricordando eventi della vita significativi che hanno lasciato una traccia indelebile sulla storia di vita personale. In questo modo sei infortunati Inail, partecipando al progetto all’interno della comunità Sant’Onofrio dell’Opera Don Calabria, hanno realizzato a conclusione del percorso il manuale ‘racconti in cucina’. Il testo, a cura di Delia Altavilla, si articola in una prima parte in cui sono state inserite delle ricette e in una seconda parte in cui ci sono alcune tracce storiche in forma di racconto di ognuno dei partecipanti al progetto.

“Il progetto ‘Racconti in cucina’ è stato, fin dall’inizio, una grande sfida raccolta dagli operatori e dagli utenti appartenenti ad enti e ‘mondi lontani’, che si sono ritrovati con tanta voglia di realizzare qualcosa insieme, superando confini apparentemente invalicabili -  si legge nella prefazione del manuale -. Affinché tutto questo si potesse realizzare, quale migliore posto se non il cuore di una casa, la cucina? Quale migliore occasione se non la preparazione di un pasto e la condivisione di un pranzo, mentre le parole si intrecciano agli odori, le storie di vita ai ricordi, le mani ai pensieri?”.

Racconti di cucina 1

“Dobbiamo riscoprire il valore della vita, avere l’umiltà di buttare quella maschera che indossiamo per nasconderci – scrive nella sua ‘lettera ai ragazzi’ della comunità Antonio Tomasello -, se non avremo questo coraggio non andremo mai da nessuna parte. Ora vi abbraccio tutti, vi auguro che presto possiate essere liberi e ricordatevi che per essere veramente liberi si deve vivere la vita liberi nel cuore e nella mente”.

C’è anche chi ricorda i profumi di una cucina lontana. “Da ragazzo abitavo in un attico di un palazzo nel cuore del mercato di Ballarò – racconta nel manuale Francesco Ammirata -. Al mattino, quando scendevo da casa, percorrendo le strade del mercato, guardavo con stupore tutte le diverse sfumature dei colori della frutta esposta con maestria dai vari fruttivendoli del mercato. Respiravo gli odori che arrivavano, il più intenso era il profumo dei mandarini e quello del pane cotto a legna, appena sfornato. All’angolo della strada, non posso dimenticarlo, c’era un uomo che vendeva origano, finocchietto di montagna e tante altre erbe aromatiche”.

Racconti di cucina 2

“Ho fatto la pasta fresca con Salvo e ho sentito tanti odori e questi mi hanno aiutato a ricordare, a scavare nella mia parte interiore – scrive Gianluca Santangelo -. Ho sentito il calore umano. Infine, devo scrivere di Filippo, lo chef, che per me è come un padre. Abbiamo cominciato insieme questo percorso, nel mese di settembre del 2012, quando ancora non ci conoscevamo. Lui mi ha visto lavorare in cucina e ha intuito subito che avevo le capacità giuste. Allora, ci siamo raccontati le nostre storie, la disgrazia e ci siamo fatti in quattro l’uno per l’altro. Se oggi sono arrivato fino a questo punto è anche merito suo, mi ha dato tanti consigli preziosi, proprio come un padre. Il profumo dei ricordi mi spinge oltre.. a raccontare anche della vecchia casa di via Speciale numero sedici a Termini Imerese, in provincia di Palermo. Ho trascorso la mia infanzia a cavallo tra due mondi, il nord e il sud, perchè quando la nebbia in Piemonte diventava troppo fitta e a papà gli prendeva la nostalgia della sua bellissima isola, in meno che non si dica, facevamo bagagli e si ritornava nella terra di origine”.

Tra i racconti c’è anche chi riserva un posto speciale al Natale. “È Natale: ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano – scrive in un parte del suo racconto Filippo Di Leonardo -. È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. Certamente per tutti noi il Natale è anche legato alla tradizione alimentare e non è difficile per ciascuno indicare fra tanti menù di Natale quale possa essere il preferito. Capire, però, se questa scelta dipenda dal reale sapore dei piatti o piuttosto dalle emozioni e dai ricordi che suscitano in noi, è assai più difficile”. (set)

Racconti di cucina 3
© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news