11 agosto 2020 ore: 13:50
Disabilità

“Rientriamo a scuola”, le domande frequenti e le risposte del Miur

di Chiara Ludovisi
Le lezioni saranno in classe o a distanza? Sarà obbligatoria la mascherina? Gli alunni con disabilità dovranno indossarla? Qualcuno entrerà a scuola alle 7? Sono alcune delle questioni a cui il ministero dell'Istruzione risponde, in base a quanto previsto finora, sulla pagina dedicata, in continuo aggiornamento
Scuola. Ragazzi di spalle corrono a scuola - SITO NUOVO

ROMA - “Rientriamo a scuola”: è l'auspicio, l'invito, l'esortazione che il ministero dell'Istruzione ha scelto per battezzare la pagina, inaugurata ieri, dedicata alla ripresa dell'attività scolastica. Documenti, normative, informazioni e tutto ciò che è stato elaborato e diffuso dall'inizio della pandemia fino ad oggi viene ora raccolto e messo a disposizione in un unico contenitore. Allegata a questo, c'è anche la pagina delle “faq”, con cui il ministero risponde (o almeno cerca di rispondere) alle questioni che maggiormente destano dubbi e confusione: dalla didattica a distanza all'uso delle mascherine per gli alunni con disabilità, dall'orario scolastico ai banchi “anti-covid”, dall'assunzione degli insegnanti agli “alunni fragili”.

Didattica a distanza: sì, no, forse

Per quanto riguarda il rientro fisico in classe, si chiarisce che “il servizio scolastico sarà erogato con le lezioni in presenza”, ma si precisa che “la didattica digitale potrà essere utilizzata in modo complementare e integrato solo nella scuola secondaria di secondo grado”. Va detto però che “in caso di una nuova sospensione delle attività in presenza, dovuta a motivi emergenziali, si renderà necessario il ricorso alla Didattica digitale integrata per tutti gli altri gradi di scuola”

Mascherine e disabilità

Per quanto riguarda l'obbligo delle mascherine, “il Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza (CTS) si esprimerà nel mese di agosto sull’obbligo di utilizzo della mascherina per gli studenti di età superiore a 6 anni – riferisce il ministero - Per chi ha meno di 6 anni è già previsto che non si debba utilizzarla”. Diversa la situazione per gli alunni con disabilità: “Se la disabilità non è compatibile con l'uso continuativo della mascherina non dovranno indossarla. Ad ogni modo precisa il Miur - le scuole e le famiglie sono invitate a concordare le soluzioni più idonee a garantire le migliori condizioni di apprendimento”. Inoltre, per il personale che interagisce con alunni disabili, “si potrà prevedere, in aggiunta alla mascherina, l’utilizzo di ulteriori dispositivi di protezione individuali per occhi, viso e mucose, tenendo conto della tipologia di disabilità e di ulteriori indicazioni impartite dalla famiglia dell’alunno/studente o dal medico”. A tal proposito, il Miur rimanda al Protocollo di sicurezza per la ripresa di settembre.

Il tempo della scuola

Per quanto riguarda l'orario scolastico, “l'unità oraria può essere flessibile, quindi durare meno di un’ora, per una più efficace organizzazione delle attività didattiche, ma non si perderà neanche un minuto del monte orario previsto”, precisa il ministero. Riguardo l'orario d'ingresso e uscita, “le scuole organizzeranno gli ingressi per evitare assembramenti, ma sempre tenendo conto delle esigenze delle famiglie e degli studenti”.

I banchi anti-covid

Inevitabile il riferimento ai banchi e alla sostituzione di quelli tradizionale con quelli monoposto. A tal proposito, “il Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza ha indicato il banco monoposto come una delle misure utili per consentire il distanziamento tra gli alunni – riferisce il ministero - Oltre a garantire la sicurezza, l’acquisto dei nuovi banchi permette di rinnovare arredi spesso molto obsoleti. Per questo lo Stato ha deciso di avviare una gara europea, attraverso il Commissario straordinario di Governo, per un acquisto massivo di banchi monoposto”. Chiarisce però il Miur che “le scuole hanno potuto scegliere fra quelli tradizionali e quelli innovativi attraverso una apposita rilevazione. Nessuna tipologia di banco è stata imposta”.

Nuovi insegnanti in arrivo?

Per quanto riguarda l'incremento del numero di docenti, “nel Decreto Rilancio – ricorda il Miur - sono stati destinati a questo scopo 977 milioni di euro che consentiranno di avere 50 mila tra docenti e ATA in più per la ripresa di settembre. Ogni Ufficio scolastico regionale, che rappresenta il Ministero sul territorio, avrà un proprio budget da utilizzare per assumere personale e sarà data priorità alle esigenze delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo (in particolare la primaria), insomma, ai più piccoli. La Ministra Azzolina ha già firmato l’ordinanza per distribuirlo. Con lo scostamento di bilancio di agosto arriveranno ulteriori risorse”. Non è escluso che, nella scuola dell'Infanzia, arriveranno insegnanti privi di laurea, ma “si tratta di supplenze, non di assunzioni a tempo indeterminato – chiarisce il Miur - Le cattedre necessarie saranno assegnate in via prioritaria a supplenti abilitati, poi, in caso di esaurimento della graduatoria, saranno chiamati coloro che si stanno laureando in Scienze della formazione primaria. Quindi giovani formati – assicura il ministero - che hanno svolto un tirocinio e che hanno scelto di fare l’insegnante”.

Lavoratori fragili e alunni fragili

Altra questione cruciale è quella delle “fragilità” presenti nella scuola. Per quanto riguarda il personale docente e non docente, “per lavoratori fragili si intendono i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell'età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità. L’individuazione del lavoratore fragile è effettuata dal medico competente su richiesta dello stesso lavoratore”, Riguardo invece gli studenti, “al rientro degli alunni dovrà essere presa in considerazione la presenza di 'soggetti fragili' esposti a un rischio potenzialmente maggiore nei confronti dell’infezione da COVID-19 – spiega il ministero - Le specifiche situazioni degli alunni in condizioni di fragilità saranno valutate in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale ed il pediatra/medico di famiglia, fermo restando – precisa il Miur - l’obbligo per la famiglia stessa di rappresentare tale condizione alla scuola in forma scritta e documentata. Lo prevede il Protocollo per la ripresa di settembre”.

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