6 settembre 2013 ore: 11:43
Giustizia

"Riprendiamoci Suvignano", manifestazione per bloccare la vendita del bene confiscato

Domenica 8 settembre a Monteroni d’Arbia, centinaia di persone parteciperanno al presidio indetto per garantire il riutilizzo sociale della struttura
Alessandro Imbriaco - Tommaso Bonaventura/Contrasto Mafie. Corpi di reato

Mafie. Corpi di reato

FIRENZE - Domenica 8 settembre manifestazione a Monteroni d’Arbia (Siena) per bloccare la vendita all’asta della tenuta agricola di Suvignano, il bene confiscato più grande del centro Italia, sottratto alla mafia 22 anni fa. La decisione dell’asta, inattesa e inopportuna,  di fatto boccia il progetto di recupero dell’attività produttiva e di riutiilizzo sociale ed educativo sostenuto negli ultimi anni dal comune di Monteroni d’Arbia, dalla provincia di Siena e dalla regione Toscana insieme ad associazioni quali l’Arci di Siena e il coordinamento di Libera.

“La restituzione alla collettività di beni acquisiti con proventi illeciti infatti – spiega una nota dell’Arci -  è un importante strumento per sottrarre consenso alla criminalità organizzata, riaffermare la legalità, creare opportunità di lavoro e sviluppo sociale. Per questo è necessaria una reazione forte e tempestiva, una mobilitazione che vada oltre la dimensione locale e assuma una valenza nazionale, in cui venga ribadita la ferma opposizione di tutte le organizzazioni democratiche e che praticano l’antimafia sociale  alla vendita dei beni confiscati, beni che vanno invece restituiti alla collettività”

La manifestazione, promossa dal comune di Monteroni insieme alla provincia di Siena, alla regione Toscana, ad Arci Siena e Libera, sta via via raccogliendo sempre più ampie adesioni. Il ritrovo per i partecipanti è previsto alle 11 lungo la Sp 34 per Murlo, a circa un Km dalla tenuta di Suvignano, presso le stalle dell’azienda,  che verrà raggiunta in corteo. Sono previsti interventi di rappresentanti locali e nazionali. Fra gli altri, parteciperà Franco la Torre, figlio di Pio la Torre, il parlamentare del Pci autore della legge 109 che stabilisce la confisca dei beni, ucciso dalla mafia. 

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