8 maggio 2017 ore: 14:08
Economia

"Rispetta la legge, senza assumere lo svantaggiato". Lo spot che spiazza

La cooperativa “Il Portico” ha avviato una campagna di promozione per l’assunzione di persone svantaggiate. E precisa: “Da una ricerca di mercato è emerso che per convincere le grandi aziende bisogna inviare il messaggio che siamo in grado di risolvere quello che loro percepiscono come un problema"
Pubblicità sullo "svantaggiato"
Pubblicità sullo "svantaggiato"

MILANO - Nell'immagine si vede un uomo su una carrozzina, intorno a un tavolo con altre tre persone, tutte sorridenti. Ma è la frase che l'accompagna che fa sussultare: "Assolvi l'obbligo di legge. Senza assumere lo svantaggiato". La pubblicità gira su Facebook, sembra indicare alle imprese come evitare il guaio di dover assumere una persona con disabilità. "Solo per aziende in Lombardia!. Diamo l'opportunità alle aziende di assolvere gli obblighi di legge. Risparmiando". Lo spot è firmato dalla cooperativa sociale Il Portico, con sede a Rho, nata nel 1984 per dare un lavoro a chi si trova in difficoltà, in particolare a persone con problemi di salute mentale e disabili. Oggi impiega 241 persone, di cui 78 "svantaggiate". Possibile che una cooperativa di lunga tradizione, molto conosciuta, aderente a Legacoop, scada in un linguaggio poco rispettoso delle persone con disabilità? "Non era certo nostra intenzione offendere nessuno -precisa Francesco Luoni, direttore della cooperativa-. Abbiamo affidato la campagna di promozione a un'agenzia di comunicazione. Da una loro ricerca di mercato è emerso che per convincere le grandi aziende bisogna inviare il messaggio che siamo in grado di risolvere quello che loro percepiscono come un problema". Una spiegazione che la dice lunga su come nelle aziende è ancora concepita la presenza delle persone con disabilità.

La soluzione che la cooperativa il Portico propone è prevista dall'articolo 14 dell'ex Legge Biagi, in base alla quale un'azienda può affidare commesse alle cooperative sociali di tipo B, che impiegheranno persone con disabilità che verranno computate nella quota d’obbligo dell’azienda stessa. "È uno strumento che per ora viene usato solo in Lombardia -aggiunge Francesco Luoni- e prevede che l'impresa sottoscriva un accordo con la provincia".

Dopo alcune proteste arrivate alla cooperativa, "lo svantaggiato" è stato sostituito con "persona svantaggiata". Le schermate successive, tra l'altro, fin nella prima versione della pubblicità avevano un tono più rispondente allo spirito della cooperativa Il Portico: "La persona svantaggiata non ti crea il problema. Te lo risolve". Incidente chiuso? Forse. Certo è che per chi fa comunicazione o informazione le parole hanno o dovrebbero avere un peso. Una parola o una frase non solo possono rivelare e descrivere una realtà (in questo caso, le grandi imprese non vogliono assumere disabili), ma indirettamente rischiano di alimentare un pensiero ricorrente (l'obbligo di assunzione è una rogna) che proprio una cooperativa come il Portico, con la sua storia, ha dimostrato essere sbagliato. (dp) 

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