4 novembre 2016 ore: 10:51
Giustizia

"Ristretti Orizzonti" apre una redazione nel carcere di Parma

“Il carcere è un quartiere della città e non può essere lasciato ai margini”. Lo scrive il gruppo di detenuti in alta sicurezza che sta lavorando con la giornalista Carla Chiappini e Ornella Favero
Ristretti orizzonti - redazione

PARMA - “Per noi è importante cercare di aprire un dialogo con la città e con il territorio di Parma perché siamo certi che l’umanizzazione della pena passi necessariamente attraverso l’incontro tra cittadini liberi e cittadini ristretti. Siamo consapevoli che il carcere è realmente un quartiere della città e non può essere lasciato ai margini, ma deve essere ricollocato nel cuore e nella testa delle persone e delle istituzioni”. A parlare è il gruppo di detenuti nella sezione di alta sicurezza del carcere di Parma che sta lavorando alla redazione di “Ristretti Orizzonti”, il giornale nato all’interno della Casa di reclusione di Padova, la cui esperienza oggi viene esportata in altre città.

Il gruppo di detenuti è coordinato da Carla Chiappini, giornalista che ha diretto “Sosta forzata”, il giornale realizzato all’interno del carcere di Piacenza e che ha realizzato gruppi di scrittura con papà detenuti e papà volontari nelle case circondariali di Verona, San Vittore a Milano e Parma, e diretto da Ornella Favero di Ristretti Orizzonti. “Aprire una redazione nel carcere di Parma per me significa anche cominciare a esportare in altri territori l’esperienza di ‘Ristretti Orizzonti’, esperienza basata soprattutto sull’apertura delle carceri al mondo esterno e sul confronto tra la società libera e le persone detenute – ha detto Favero – Ci impegneremo quindi per iniziare questo dialogo, a partire dalla ricerca di un rapporto stabile con le scuole della città”.

I detenuti hanno iniziato a lavorare ai primi articoli e alle prime notizie dal carcere di Parma e a riflettere su alcuni temi, tra cui l’ergastolo. “Siamo grati al direttore del carcere Carlo Berdini che ha accolto con favore la nostra iniziativa, trovandola in linea con il percorso che l’istituto di Parma ha intrapreso”, dicono.

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