11 marzo 2014 ore: 11:35
Non profit

"Scarcerarci", a Sollicciano la musica dell’orchestra dei detenuti

Il progetto di Arci Firenze forma ogni anno 15 reclusi, maschi e femmine, italiani e stranieri, grazie al cantautore Massimo Altomare. Suonano soprattutto canzoni italiani, spesso arrangiate con musiche mediorientali
L'orchestra dei detenuti di sollicciano

boxFIRENZE - Suonano e superano ogni barriera. E’ come se la musica li facesse evadere dal carcere. Chitarre, pianoforti e violini per essere liberi. Loro sono i detenuti dell’Orkestra ristretta di Sollicciano, originale band musicale dell’istituto penitenziario fiorentino di Sollicciano messa in piedi da Massimo Altomare, il cantautore rock diventato famoso grazie al duo Loy e Altomare. Proprio lui, tutte le settimane varca i confini di Sollicciano e tiene lezioni musicali ai reclusi, maschi e femmine, italiani e stranieri. Il progetto “Scarcerarci” promosso a partire dagli anni Novanta dall’Arci di Firenze, è una delle esperienze che sarà raccontata in occasione del congresso nazionale Arci che si tiene a Bologna dal 13 al 16 marzo.  

Quasi nessuno dei detenuti coinvolti è esperto di musica, ma tutti si impegnano tenacemente per imparare a mettere insieme le note. Suonano soprattutto canzoni italiani, spesso arrangiate con musiche mediorientali vista la provenienza di molti reclusi. Nel 2011, in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, sono state composte le canzoni più importanti dell’ultimo secolo.

Tutti gli anni l’Orkestra ristretta di Sollicciano tiene un concerto dentro le mura della casa circondariale a cui accorrono numerosi spettatori da tutta Firenze. E grazie alla musica, alcuni membri della band escono dal carcere e vanno a suonare nei circoli Arci del territorio o in altri luoghi culturali. Complessivamente, sono una quindicina le persone che fanno parte dell’Orkestra. Il progetto è realizzato in collaborazione  con Comune e Provincia di Firenze.

Non solo musica. Nell’ambito del progetto ‘Scarcerarci’ è nata anche una squadra di calcio di detenuti che organizza partite amichevoli all’interno dell’istituto penitenziario, oltre che un laboratorio di scrittura creativa che ha dato vita ad alcuni libri.
“E’ un progetto molto importante – ha commentato il neo presidente dell’Arci di Firenze Jacopo Forconi – soprattutto perché tenta di riportare i valori della solidarietà e della cultura dentro il carcere, tutti valori che aiutano a vivere meglio specialmente in un luogo dove la vivibilità è seriamente a rischio”. 

 

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