Si intitola "7° piano” ed è scritto da una studentessa di belle arti, Asa, che narra la sua decisione di porre fine a una relazione che aveva iniziato a distruggere la sua vita
ROMA - La violenza psicologia e fisica, di un uomo su di una donna, in nessun caso può essere chiamata amore. Due sono le regole quando ci si trova in situazione del genere, come dice Åsa - una studentessa di belle arti, in “7° piano” (
Hop edizioni), fumetto autobiografico in cui racconta la sua relazione violenta con Nils - uno: se ti picchia anche una sola volta, lascialo; due: se ti picchia anche una sola volta, lascialo.
Nils è l’uomo di cui si era innamorata, che credeva essere perfetto, in lui vedeva tutte le caratteristiche del tipo ideale. E quando inizia ad assillarla con le sue gelosie, le sue recriminazioni, non mette minimamente in dubbio che sia lui quello con un problema. Inizia così a credere di essere lei quella sbagliata, che pur di restare con lui e renderlo felice deve annientare se stessa, smontando pezzo per pezzo la propria personalità. “Il problema ero io, dovevo cambiare” si dice Åsa inizialmente, sforzandosi di pensare come lui, arrivando ad agire come lui vorrebbe: basta trucco, a lui piace acqua e sapone; basta feste, non sopporta che altri uomini la guardino; basta vivere, non deve essere altro che sua. Fino alla decisione di ricominciare a vivere, ricostruendo con fatica la persona che era ed è, perché la cosa da fare è riprendere in mano la propria vita. Åsa ha scelto se stessa. (Hélène D'Angelo)