28 aprile 2017 ore: 16:59
Giustizia

"Senza violenza", anche Bologna avrà un centro per uomini maltrattanti

Aprirà a settembre, si ispira al modello di “Alternative to violence” di Oslo, si rivolge agli uomini che usano violenza contro donne nelle relazioni di intimità ed è finanziato all’interno del progetto “Radice” della Casa delle donne che prevede interventi per rafforzare l’autonomia delle donne accolte

BOLOGNA - Dopo Modena, Ferrara, Forlì, Ravenna e Parma, anche Bologna avrà un Centro per uomini maltrattanti. Si chiamerà “Senza violenza”, dal nome dell’associazione che lo gestirà, aprirà a settembre in uno spazio messo a disposizione da Asp Città di Bologna (in via de’ Buttieri 9) e al suo interno lavoreranno 2 psicoterapeuti. Finanziato con 50 mila euro all’interno del progetto “Radice – Rafforzare l’autonomia delle donne, implementare i centri di semiautonomia” promosso dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, il Centro si ispira al modello norvegese di “Alternative to violence”, attivo a Oslo fin dalla fine degli anni Ottanta, che individua l’origine della violenza maschile nella struttura materiale e simbolica del patriarcato e utilizza una metodologia che coniuga l’approccio politico, sociale e culturale con quello psicoeducativo e psicologico. “In Italia esistono diverse esperienze ma c’è ancora molto da fare per promuovere il cambiamento negli uomini – ha detto Paolo Ballarin, psicoterapeuta e presidente di Senza violenza – Il modello che abbiamo scelto si basa sull’assunzione di responsabilità da parte degli uomini rispetto alla violenza agita” . Il Centro sarà aperto 2 giorni alla settimana, avrà una linea telefonica aperta in 3 fasce orarie settimanali e l’accesso avverrà sia in modo spontaneo sia attraverso la segnalazione dei servizi. “L’intervento penale è importante ma non basta, bisogna creare pratiche sociali di cambiamento: la scommessa è che questo luogo non sia solo uno spazio di lavoro individuale ma anche politico”, ha aggiunto Giuditta Creazzo, co-presidente di Senza violenza e coordinatrice del Centro. “Guardando le proiezioni sulle esperienze degli altri centri, ci aspettiamo di ricevere 50/60 accessi nei primi mesi – continua Creazzo – Poi bisogna vedere quanti uomini inizieranno il percorso, potrebbero essere una decina all’inizio per poi aumentare nell’arco di un anno”.

L’apertura del Centro Senza violenza è uno delle azioni previste dal progetto “Radice” finanziato con 250 mila euro (di cui 227 mila dal Dipartimento delle Pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il biennio 2017-2019, e i restanti in cofinanziamento dalla Casa delle donne) ed è realizzata in partnership con Asp Città di Bologna e Asc Insieme. Il progetto “Radice” è attivo dal 27 marzo e ha l’obiettivo di potenziare i servizi esistenti – anche a livello metropolitano – e creare nuove opportunità per le donne ospiti e non ospiti nelle Case rifugio e negli Alloggi in transizione per l’avvio di percorsi di semiautonomia. Tra gli interventi c’è l’apertura di una sede distaccata della Casa delle donne ad Anzola dell’Emilia per garantire un servizio più efficiente a livello locale: il servizio si chiama “Via dalla violenza – Casa delle donne Anzola” è attivo da fine marzo (aperto il unedì dalle 9 alle 13 e il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30) e sarà inaugurato ufficialmente il 9 maggio.

Altro intervento previsto è l’apertura dello Spazio autonomia presso la sede della Casa delle donne di Bologna con l’obiettivo di dare un supporto alle donne che si riaffacciano alla quotidianità dopo un percorso di protezione, attraverso l’attivazione di meccanismi di empowerment che permettano di recuperare fiducia in se stesse e nella società, l’accompagnamento a servizi formativi e territoriali, di orientamento economico e abitativo. “È previsto anche un servizio di psicoterapia a sostegno delle donne e un supporto educativo ai bambini accolti insieme alle mamme nelle Case rifugio per elaborare modalità relazionali diverse da quelle che hanno conosciuto finora”, ha spiegato Angela Romanin, coordinatrice del Progetto “Radice” per la Casa delle donne di Bologna. (lp)

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