13 gennaio 2022 ore: 10:29
Giustizia

“Storie di mafia”, gli studenti creano un sito e una app per dare voce alle giovani vittime

di Alice Facchini
La piattaforma, realizzata dagli alunni della terza media dell’Istituto Vado-Monzuno (Bologna), mette insieme le storie di ragazzi innocenti e vittime della criminalità organizzata, e dei luoghi protagonisti dei fatti. Il progetto è in concorso al premio nazionale “Annalisa Durante”
Storie di mafia studenti

MONZUNO (Bologna) - Le storie dei giovani che sono stati vittime delle mafie, ma anche dei luoghi dove sono avvenuti i reati, bellezze oscurate dal fenomeno della criminalità organizzata. Si chiama “Storie di mafie” il sito internet realizzato dagli studenti della classe 3° A della scuola media dell’istituto comprensivo Vado-Monzuno (Bologna), che presto diventerà anche una app per smartphone. Nel portale i 17 alunni, supportati dall’insegnante di lettere, la professoressa Floriana Sorvino, raccontano la vita di ragazzi e ragazze vittime per mano di mafiosi: non una descrizione dettagliata, ma accennata e accompagnata dai pensieri degli stessi studenti.

Il progetto è candidato al premio nazionale promosso dall’associazione Annalisa Durante, giunto quest’anno alla terza edizione, e che svilupperà l’area di racconto e di interesse all’educazione della memoria e della pace grazie alla collaborazione che l’Istituto assieme al Comune di Monzuno, ha avviato con la Scuola di Pace di Monte Sole.

Sono orgogliosa del lavoro che hanno fatto i ragazzi in un momento molto particolare, sia dal punto di vista della crescita personale che scolastica – afferma la professoressa Sorvino –. Il mio compito è stato quello di supervisionare il lavoro che gli studenti hanno svolto in piena autonomia. Per me, i miei colleghi e la dirigenza scolastica è stato un successo realizzare il sito, partecipare al concorso e avviare una collaborazione con la Scuola di Pace di Monte Sole”.

Monica Morini, assessore alla Scuola del Comune di Monzuno, ha spiegato che il lavoro svolto dagli studenti è stato “importante in quanto hanno presentato un progetto che, simbolicamente parlando, ‘abbatte i muri’ della classe per arrivare al web e quindi a realtà più lontane, ma che ha legami profondi con il nostro territorio e con tutto quello che rappresenta. In tal senso è fondamentale il legame fra il nostro Istituto comprensivo e la Scuola di Pace, che da anni affronta tematiche legate alla lotta contro le ingiustizie e alla pace fra le persone”.

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