25 ottobre 2013 ore: 16:18
Giustizia

“Teatro Carcere”, in scena 180 detenuti di 6 penitenziari

Cinque gli spettacoli nel nuovo cartellone di “Teatro Carcere”: 3 nelle case circondariali, 2 all’esterno. Per la prima volta messe in rete le carceri di Bologna, Ferrara, Forlì, Reggio Emilia, Castelfranco Emilia e Parma. Dal 30 ottobre al 16 novembre
Carcrere, Teatro nucleo

Teatro nucleo

BOLOGNA – Cinque appuntamenti teatrali, dal 30 ottobre al 16 novembre, realizzati con i detenuti delle carceri dell’Emilia-Romagna: è il nuovo cartellone di “Teatro Carcere”. Tre spettacoli andranno in scena nelle case circondariali – Bologna, Ferrara, Reggio Emilia –, due all’esterno – al Teatro dei Segni di Modena e alla Fabbrica delle Candele di Forlì. Il progetto, realizzato dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna con il sostegno della Regione, mette in rete, per la prima volta, le carceri di Bologna, Ferrara, Forlì e Reggio Emilia, la casa di reclusione di Castelfranco Emilia e gli istituti penitenziari di Parma, per un totale di 150-180 detenuti coinvolti con modalità differenti. “Sono orgogliosa della collaborazione – commenta Teresa Marzocchi, assessore regionale alle Politiche Sociali – a maggior ragione in considerazione del fatto che quest’anno è contestualizzato in un lavoro nelle carceri emiliane dal titolo ‘Per l’umanizzazione della pena’ portato avanti con il provveditore generale per il riordino del circuito penitenziario”. Un modo per sottolinearne il valore riabilitativo. “L’esperienza artistica non solo può essere uno spunto per un futuro lavoro, ma anche una tecnica di ricerca in se stessi”, spiega Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura e Sport, partner del progetto.

L’appuntamento è al terzo anno: per dimostrare quanto questa attività sia importante in sé, slegata dai singoli che la interpretano, i direttori delle esperienze per gli spettacoli di Bologna e Ferrara (Paolo Billi e Horacio Czertok) hanno lasciato il passo ad altri operatori per le regie: un investimento sul futuro, un percorso di formazione. “Tutto si basa sulle sinergie – racconta Cristina Valenti, consulente scientifico di “Teatro Carcere” –, a partire da quella tra i 2 assessorati fino al coinvolgimento delle 6 case circondariali: questo ci ha permesso di creare un vero e proprio cartellone, come una qualsiasi altra rassegna. L’unica differenza è che noi siamo itineranti. Quest’anno la nostra avventura torna ad aprirsi all’esterno: dentro o fuori, tra pubblico e detenuti si abbatte una soglia”. Diversi i linguaggi teatrali scelti: dal teatro di figura alla drammaturgia d’autore; da quello partecipativo a quello di forte impronta registica. Studi, prove aperte, laboratori: un approccio alla diversità anche formale. Il coordinamento promuove anche Quaderni di Teatro in Carcere, un’uscita a cadenza annuale in cui è raccolto tutto il materiale prodotto nell’anno.

Impossibile non citare le 2 fortunatissime esperienze cinematografiche che hanno rianimato la discussione sul tema, “Reality” di Matteo Garrone, interpretato da Aniello Arena, attore condannato all’ergastolo, e “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani, la narrazione della messa in scena del Giulio Cesare shakespeariano da parte dei carcerati di Rebibbia: “Sarebbe bellissimo che, dopo il grande interesse suscitato da quei film, ora potessero essere le vere esperienze teatrali a fare notizia: sarebbe un enorme traguardo”.

Gli spettacoli hanno modalità d’accesso differenti: per info info@teatrocarcere-emiliaromagna.it (ambra notari)

 

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