26 maggio 2015 ore: 14:54
Giustizia

"Terra terra", domani raccolta del grano con le detenute di Rebibbia

Progetto didattico apripista per formare e qualificare le detenute. Nei mesi scorsi si sono alternate le lezioni su piante e animali, a quelle sulla letteratura e la poesia, per accompagnare l'uso delle mani a quello della parola giusta

Roma - La liberta' a Rebibbia si coltiva nell'orto, quello dell'azienda agricola della Casa circondariale femminile (Ccf). 'Terra Terra, dentro e fuori Rebibbia', e' un progetto didattico apripista che ha lo scopo di formare e qualificare le detenute negli istituti penitenziari, sparsi sul territorio nazionale, dove sono presenti le aziende agricole.

Domani presso la Casa circondariale femminile di Rebibbia , in Via Bartolo Longo 92, le donne di Rebibbia con Don Luigi Ciotti raccolgono il grano seminato per la prima volta nel campo della Ccf. Saranno presenti all'iniziativa tra gli altri Ida Del Grosso, direttore Casa circondariale femminile di Rebibbia; Ada Maurizio, dirigente 2 Ctp; Alfonso Sabella, assessore alla Legalita' del Comune di Roma, Marco Lodoli, scrittore, Giulia Merenda, responsabile del progetto; Giovanna Pugliese, coordinatore Progetto Abc Regione Lazio; Antonio Rosati, amministratore unico Arsial; Gildo De Angelis, direttore generale Ufficio scolastico regionale.

L'obiettivo e' suscitare nelle detenute il desiderio di apprendere attraverso i corsi promossi dall'istituto penitenziario, partendo dalla terra. Nei mesi scorsi si sono alternate le lezioni su piante e animali, a quelle sulla letteratura e la poesia, per accompagnare l'uso delle mani a quello della parola giusta. Una parola semplice, Terra Terra, appunto per guidare queste donne in un importante percorso rieducativo perche' la scuola del 'dentro' si trasformi in un'opportunita' formativa in attesa del 'fuori'. (DIRE)

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