7 novembre 2018 ore: 12:33
Società

"Tragedia umana" in Yemen: 100 bambini al giorno muoiono per fame e malattie

Preoccupa l'escalation di attacchi aerei a Hodeidah, la più importante città portuale dello Yemen, dove arrivano fino all’80% di aiuti umanitari, carburante e beni di consumo De Silva (Fao): "Circa 14 milioni di persone a rischio di grave insicurezza alimentare". Stc: “Ogni giorno fame e malattie uccidono 100 bambini”. Unicef: "Conseguenze catastrofiche se il porto fosse danneggiato"
Yemen. Bambino nella città disastrata

ROMA - In Yemen una tragedia umana senza precedenti, che il mondo non può restare a guardare: è l’appello di Graziano da Silva, Direttore generale della Fao, intervenuto  presso le Nazioni Unite a New York al briefing sull'insicurezza alimentare. In Yemen ha ricordato De Silva circa 14 milioni di persone sono a rischio di grave insicurezza alimentare, compresi i bambini che ne affrontano le conseguenze più gravi. "Lo Yemen è la prova vivente di un'equazione apocalittica: i conflitti e la sicurezza alimentare vanno di pari passo, e quando c'è una sovrapposizione di cambiamenti climatici e conflitti, la carestia è già all'orizzonte".

Lo staff di Save the Children a Hodeidah ha registrato quasi 100 attacchi aerei nel fine settimana, cinque volte di più rispetto all'intera prima settimana di ottobre. "Questa grave escalation intorno alla più importante città portuale dello Yemen mette decine di migliaia di bambini sulla linea del fuoco e rischia di creare ulteriori blocchi alla consegna di cibo e medicine in un paese in cui si stima che ogni giorno fame e malattie stiano uccidendo in media 100 bambini”, denuncia Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen. "Ogni convoglio bloccato al porto o che non riesce a lasciare l’area a causa delle violenze, significa un peggioramento della malnutrizione e un numero maggiore di bambini che rischia di morire. I pazienti che sono all’interno delle nostre strutture sanitarie sono terrorizzati dai bombardamenti e corrono per mettersi al sicuro appena sentono che stanno per cominciare, indipendentemente dalle loro condizioni di salute. Sanno che i centri sanitari non sono sicuri e temiamo che le persone bisognose di cure mediche urgenti non si rivolgano agli ospedali per la paura dei bombardamenti”, continua Kirolos.  Save the Children sta sollecitando tutte le parti a fermare immediatamente i combattimenti e chiede sia consentito il pieno accesso agli aiuti umanitari e alle importazioni commerciali e negoziare con l'inviato speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths senza precondizioni.  

“Gli intensi scontri a Hudaydah - città portuale dello Yemen - si stanno pericolosamente avvicinando all’ospedale Al Thawra, esponendo le vite di 59 bambini, di cui 25 nell’unità di terapia intensiva, ad imminente rischio di morte”, denuncia Unicef. “I bambini non possono permettersi che l’ospedale Al Thawra  sia coinvolto nei combattimenti. Ad Hudaydah e nei governatori vicini si trova il 40% dei 400 mila bambini nel paese che soffrono di malnutrizione acuta grave. Alcuni tra i casi più gravi vengono portati in ospedale per cure immediate”. I combattimenti si sono intensificati intorno al porto di Hudaydah, in cui arrivano fino all’80% degli aiuti umanitari, del carburante e dei beni di consumo dello Yemen.  “Le conseguenze – denuncia Unicef - in termini di vite potrebbero essere catastrofiche se il porto fosse danneggiato, distrutto o bloccato”.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news

in calendario