24 luglio 2015 ore: 12:25
Giustizia

"Un centimetro alla volta", la squadra di rugby del carcere arriva sugli schermi

Sarà distribuito a Natale, per il cinema e per la televisione, in Italia e all’estero: storia – diretta dalla bolognese Enza Negroni – di “Giallo Dozza”, il team del penitenziario bolognese. Davanti alle telecamere, 40 detenuti di 13 nazionalità diverse
Valentina Gabusi Giallo Dozza Bologna rugby 1

Giallo Dozza Bologna rugby

"Giallo Dozza" la squadra di rugby del carcere
Giallo Dozza Bologna rugby 2

BOLOGNA - Si intitolerà “Un centimetro alla volta”, in inglese ‘Inch by inch’: già, perché il nuovo documentario della regista bolognese Enza Negroni – che fece il botto già all’esordio con “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” – sarà distribuito anche sul mercato internazionale, che con ogni probabilità conosce poco il soggetto. “Un centimetro alla volta”, previsto in uscita a Natale, racconta “Giallo Dozza”, la squadra di rugby del carcere di Bologna: 40 detenuti di 13 nazionalità diverse, protagonisti di un’opera fortemente voluta anche dalla direttrice dell’istituto penitenziario Claudia Clementi. “L’idea è venuta a Giovanna Canè, la produttrice – racconta Negroni –, che da tempo frequenta l’ambiente del rugby. Ho accettato, ed è cominciata l’avventura”. ‘Giallo Dozza’, nel corso dell’ultimo campionato, ha militato in serie C2 girone Emilia.

Giallo Dozza Bologna squadra rugby

In campo, una troupe ridotta all’essenziale: Negroni, Canè e Roberto Cimatti, già direttore della fotografia per film come ‘Il vento fa il suo giro’ e ‘L’uomo che verrà’ di Giorgio Diritti: “All’inizio andavamo agli allenamenti da spettatori. Volevamo farci conoscere, prima di presentarci con le telecamere. Piano piano, il rapporto con atleti, sicurezza, direttrice, è cresciuto e si è consolidato. I ragazzi sono stati molto collaborativi: i primi giorni qualcuno era meno convinto di altri, ma poi ha ceduto. Per questo, ringraziamo di cuore l’allenatore Massimiliano Zancuoghi, che ha fatto di tutto per introdurci nel gruppo, facendo da collante. Ci ha dato fiducia”.

- Il documentario racconta l’arrivo nella squadra di 3 giovani, a metà campionato. I 3 saranno chiamati a inserirsi e a integrarsi, e lo spettatore farà lo stesso: un centimetro alla volta, entrerà nei meccanismi di “Giallo Dozza”. 25 le giornate di riprese (“Dagli allenamenti alle partite al terzo tempo”, sorride Negroni), in questi giorni il montaggio: un promo del prodotto finale è già stato mostrato ai detenuti-atleti, che un po’ emozionati un po’ intimiditi hanno raccontato l’enorme soddisfazione. Del documentario saranno realizzate due versioni, una di circa 70 minuti per il grande schermo e una più breve – 50 minuti – per la televisione.

Intanto, i ragazzi di “Giallo Dozza” continuano ad allenarsi: “Neppure il gran caldo può fermarci – conferma Lorenzo Piazza, ex giocatore del Bologna Rugby e ora team manager della squadra del carcere –. Pensate che i nostri giocatori non hanno voluto sospendere gli allenamenti nemmeno durante il Ramadan, con le temperature torride che ci sono state. Peraltro, ci alleniamo dalle 16 alle 18, non esattamente con il fresco”. La sfida, ora, è ripartire il prossimo campionato, e magari farlo con i bei risultati raggiunti alla fine dello scorso, con le due vittorie completamente inattese ottenute su Misano Rugby e San Marino Rugby. “A parte i risultati sportivi, comunque degni di nota – commenta Piazza –, la più grande soddisfazione è stata vedere l’attaccamento alla maglia e ai compagni. I ragazzi ci hanno sempre creduto, e hanno veramente fatto squadra”. (Ambra Notari)

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